De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa: l'opera di Bartolomeo Veratti in un approccio wiki/Introduzione

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Introduzione

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De' matematici italiani anteriori all'invenzione della stampa: l'opera di Bartolomeo Veratti in un approccio wiki Capitolo 1


Ognuno di noi ha utilizzato o almeno sentito parlare di Wikipedia. Per quasi ogni parola cercata su un motore di ricerca, i primi risultati sono tutti legati all’enciclopedia, spesso nelle diverse edizioni nelle varie lingue. Il progetto ha raggiunto proporzioni ciclopiche, con 6 milioni di utenti e 20 milioni di voci prodotte.

Io sono uno di quei 6 milioni, e sono orgoglioso di esserlo. Sono orgoglioso di fare parte dei “Men of the Year 2006” del Times, che ha incoronato tutti i fruitori della rete, che con le loro individualità stanno modificando dal basso la nostra società globale. Sono orgoglioso di fare parte di uno dei più riusciti esperimente di democrazia, di creazione e diffusione di Cultura mai prodotto.

Mi sono avvicinato a Wikipedia per caso, come tutti. Subito dopo averla conosciuta ho scorto, dietro l’angolo, un luogo a me più congeniale: una biblioteca, anch’essa wiki, anch’essa collaborativa, aperta, libera. Wikisource, la biblioteca libera. Ho trovato un posto per me, dove potermi esprimere al meglio, dove organizzare e costruire cultura, catalogando e conservando quella memoria del mondo che è sotto forma di libri, che questa volta volano leggeri come byte. Sono da sempre stato affascinato dalle biblioteche, custodi e musei pieni di vita che generano conoscenza, e l’idea di poter contribuire a costruirne una mi esalta. Mi entusiasmava all’inizio, lo fa tuttora, dopo più di un anno, che nella Rete dei cambiamenti istantanei vuol dire tanto tempo, vuol dire comunque fiducia. Ho scoperto di poter contribuire col mio piccolo all’innalzamento di un granaio del sapere, che nei miei sogni è smisurato e ubiquo, come negli incubi di Borges. E ho sempre sentito come miope e stupida la distinzione fra umanesimo e scienza, una differenza più voluta che vera. Per questo credo, esattamente come nell’importanza della Letteratura, nell’importanza di una letteratura scientifica, nel nostro caso matematica. D’altronde, la matematica più di tutti gli altri prodotti dell’uomo è un edificio costruito nel e sul tempo, nella pazienza degli uomini, che secolo dopo secolo hanno innalzato, demolito, cesellato nel diamante il castello matematico. Sedimentato nelle rocce del tempo, è forse una delle poche cose umane che non morirà con lui. Almeno in teoria.

Volendo bene a quest’edificio, è per me naturale voler bene ad un’idea di matematica che non scorda sé stessa, ma si ricorda dei propri autori e contributori, non dimentica neppure uno dei mattoni di cui è costituita. Credo nelle biblioteche, credo in una biblioteca matematica. E credo anche che costruirla così sia un modo bellissimo, attraverso le singole passioni dei contributori utenti che non solo fruiscono, ma creano ciò che vorrebbero per sé e per gli altri. Credo in questi progetti collaborativi, che fanno riscoprire il valore del dialogo, della dialettica, di un relativismo che significa tante teste pensanti insieme, che cercano soluzioni e accordi comuni. Credo in questa crescita dal basso, supportata da strumenti virtuali che permettono la costruzione di architettura al di fuori della portata di ogni singolo contributore: non solo, al di fuori della portata di ogni singolo comunità gerarchica, magari con tanti fondi e competenze, che però non ha in sé il lievito del lavoro volontario, della passione, della gratuità. Credo in questi modelli autodistribuiti, auto-organizzati, in cui la costruzione e la difesa dell’Opera sono condotte attraverso le forze sociali di ogni individuo-utente. Noi tutti facciamo questo perchè ci piace farlo, perchè impariamo molte cose, perchè conosciamo persone che non avremmo mai conosciuto.

In Wikisource da tempo volevo creare un piccolo spazio per testi scientifici, per quella letteratura dimenticata che ha fatto l’uomo d’oggi. Con fatica e molto lentamente, abbiamo creato, io e altri utenti, un piccolo progettino, luogo per testi italiani che trattino di scienza ed anche, in particolare, di Matematica. Abbiamo quindi ora questo Progetto Matematica all’interno di Wikisource, ed era il vero obiettivo che ci eravamo prefissati. Ora si tratta di riempirlo. In accordo con la gentile prof. Cattelani, che sempre si è dedicata alla riscoperta delle radici matematiche nelle nostre terre, abbiamo deciso di iniziare questo lungo viaggio con un testo che si prestava molto bene al nostro scopo: De’ matematici italiani anteriori all’invenzione della stampa, di Bartolomeo Veratti. Testo agile e brillante, che racconta la storia della matematica italiana prima dell’avvento della stampa, e che ci ha permesso di mostrare e verificare sul campo le potenzialità di un sistema versatile come quello wiki, attraverso un’ipertestualità spinta all’estremo, una navigabilità fra testi di vari autori, in varie epoche e varie lingue che rimane, ne sono sicuro, inedita sia allo studioso che allo studente. E’ nostra umile opinione che questi strumenti siano tutti da scoprire nella loro potenza ed ecletticità: noi abbiamo provato a giocare con alcuni di essi, speriamo arrivino altri a scoprire nuove modalità e nuovi utilizzi. Racconteremo dunque il processo di digitalizzazione di un testo, la sua trascrizione, la formattazione per renderlo più leggibile e inseribile in un progetto vario ma strutturato come Wikisource. Mostreremo anche l’integrazione possibile con progetti diversi come Wikipedia e Wikiquote, al fine di sfruttare appieno le risorse disponibili in questi progetti per presentare, a tutto tondo, un autore e la sua opera. Credo che il Veratti, da erudito profondo quale era, avrebbe apprezzato un approccio così multiculturale e plurale nei suoi confronti. D’altronde, ogni cosa e ogni concetto ha molte dimensioni, molti aspetti e molte sfumature e tagli differenti: continuare approcci monolitici rimane secondo noi un po’ miope, e forse anche, ci azzardiamo, sbagliato.

Studieremo quindi l’autore e la sua opera, nel contesto del suo tempo e del pensiero scientifico e matematico dell’epoca, analizzando brevemente le opere da noi pubblicate sul sito (il De’ matematici italiani, e un articolo sul Vaglio d’Eratostene).

In una prima parte cercheremo di fare uno studio superficiale del progetto Wikisource, delle sue origini e potenzialità, del rapporto con gli altri progetti della galassia wiki e delle peculiarità che lo contraddistinguono. Non mancheremo di illustrare i possibili scenari in un futuro prossimo che la comunità odierna prospetta: alcuni utenti della comunità mi hanno suggerito con le loro opinioni e le loro passione una visione più globale dell’intero progetto. Questa tesi sarebbe molto povera senza il loro contributo.

Vorrei ringraziare, già da questa piccola introduzione, la profe.ssa Cattelani che ha concesso a me il privilegio di poter lavorare su qualcosa che mi stava così tanto a cuore, e tutta la comunità di Wikisource che mi ha supportato fin dall’inizio. Ringrazio anche tutti gli altri, che invece mi hanno pazientemente sopportato.