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Deuteronomio (Diodati 1821)/capitolo 14

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capitolo 13 capitolo 15

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Animali mondi eimmondi.

14
  VOI siete figliuoli del Signore Iddio vostro[1]; non vi fate tagliature addosso, e non vi dipelate fra gli occhi, per alcun morto[2].

2  Conciossiachè tu sii un popolo santo al Signore Iddio tuo[3]; e il Signore ti ha eletto d’infra tutti i popoli che son sopra la terra, per essergli un popolo peculiare.

3  Non mangiar cosa alcuna abbominevole.

4  Queste son le bestie, delle quali voi potrete mangiare[4]: il bue, la pecora, la capra,

5  Il cervo, il cavriuolo, la gran capra, la rupicapra, il daino, il bufalo, e la camozza.

6  In somma, voi potrete mangiar d’ogni bestia che ha il piè forcuto, e l’unghia spartita in due, e che rumina.

7  Ma fra quelle che ruminano, o hanno il piè forcuto, e l’unghia spartita, non mangiate del cammello, nè della lepre, nè del coniglio; conciossiachè ruminino, ma non abbiano l’unghia spartita; sienvi immondi;

8  Nè del porco; conciossiachè egli abbia l’unghia spartita, ma non rumini; siavi immondo. Non mangiate della carne di questi animali, e non toccate i lor corpi morti.

9  Di tutti gli animali che son nell’acque, voi potrete mangiar di queste specie, cioè: di tutte quelle che hanno pennette e scaglie;

10  Ma non mangiate di alcuna che non ha pennette e scaglie; sienvi immondi.

11  Voi potrete mangiar d’ogni uccello mondo.

12  E questi son quelli de’ quali non dovete mangiare, cioè: l’aquila, e il girifalco, e l’aquila marina,

13  Ogni specie di falcone, e di nibbio, e d’avoltoio,

14  E ogni specie di corvo,

15  E l’ulula, e la civetta, e la folica, e ogni specie di sparviere,

16  E il gufo, e l’ibis, e il cigno,

17  E il pellicano, e la pica, e lo smergo,

18  E la cicogna, e ogni specie d’aghirone, e l’upupa, e il vipistrello.

19  Siavi parimente immondo ogni rettile volatile; non mangisene.

20  Voi potrete mangiar d’ogni volatile mondo.

21  Non mangiate d’alcuna carne morta da sè; dalla a mangiare al forestiere che sarà dentro alle tue porte, o vendila ad alcuno straniere; perciocchè tu sei un popol santo al Signore Iddio tuo[5]. Non cuocere il capretto nel latte di sua madre.

Le decime.

22  DEL tutto leva la decima di tutta la rendita della tua sementa, prodotta dal campo tuo, ogni anno.

[p. 169 modifica] 23  E mangia davanti al Signore Iddio tuo, nel luogo ch’egli avrà scelto per istanziarvi il suo Nome, le decime del tuo frumento, del tuo mosto, e del tuo olio, e i primi parti del tuo grosso e minuto bestiame; acciocchè tu impari a temere il Signore Iddio tuo del continuo.

24  E se il cammino ti è troppo grande, sì che tu non possa portar quelle decime, per esser quel luogo, che il Signore Iddio tuo avrà scelto per mettervi il suo Nome, troppo lontano da te; perciocchè il Signore ti avrà benedetto;

25  Fanne danari, e metti quegli in borsa, e prendili in mano, e va’ al luogo che il Signore tuo avrà scelto;

26  E impiega que’ danari in tutto quello che l’anima tua desidererà, in buoi, in pecore, in vino, e in cervogia, e in somma in qualunque cosa l’anima tua richiederà; e mangia quivi davanti al Signore Iddio tuo, e rallegrati tu e la tua famiglia.

27  E non abbandonare il Levita che sarà dentro alle tue porte; conciossiachè egli non abbia nè parte nè eredità teco[6].

28  In capo d’ogni terzo anno, leva tutte le decime della tua entrata di quell’anno, e riponle dentro alle tue porte;

29  E venga il Levita (conciossiachè egli non abbia nè parte nè eredità teco), e il forestiere, e l’orfano e la vedova, che saranno dentro alle tue porte, e mangino, e sieno saziati; acciocchè il Signore Iddio tuo ti benedica in ogni opera delle tue mani che tu farai[7].