Favole (La Fontaine)/Libro quarto/XXII - L'Allodola, i suoi figli e il Padrone del campo

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Libro quarto

XXII - L'Allodola, i suoi figli e il Padrone del campo

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Jean de La Fontaine - Favole (1669)
Traduzione dal francese di Emilio De Marchi (XIX secolo)
Libro quarto

XXII - L'Allodola, i suoi figli e il Padrone del campo
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Chauveau - Fables de La Fontaine - 04-22.png

Aiutati da te, dice un proverbio
ch’Esopo al tempo suo già mise in credito.

Entro le biade ancora verdi e tenere
il nido fan le allodole
nella bella stagion che si apre e pullula
la terra ai primi amori,
quando leoni e gelidi
mostri marini e allodolette sentono
a un modo i dolci ardori.

Avea veduto una di queste allodole
marzo ed april trascorrere,
senza gustar le tenerezze e i palpiti
che fan sì dolci al cor marzo ed aprile.
Pensò quindi non perdere
tempo più. Subito il nido appresta,
l’ova depone e cova e tragge i piccoli
dal guscio lesta lesta.

Poi che già bionde eran le spiche, in ansia
vivea la mamma Allodola
di veder colle falci il campo a mietere,
prima che i figli fosser grandi al volo.
E ognor li prega (ove le occorra i piccoli
lasciar e il nido solo)
perché l’orecchio
attenti porgano
quali discorsi tiene
il mietitor, quando nel campo viene.

Un giorno quelli ascoltano
che l’uom del campo ai figli suoi dicea:
- Bionda è la spica, or che si aspetta ancora?
Dite agli amici che le falci apprestino
e vengano con noi le biade a cogliere
dimani sull’aurora -.

Quando tornò l’Allodola,
trovò il suo caro nido in iscompiglio:
- O mamma, un gran periglio
ne sovrasta. Egli ha detto che verranno
diman gli amici suoi per dargli mano
a mieter questo grano.

- Lasciate ogni sospetto, -
a lor rispose la prudente Allodola, -
se questo solo ha detto,
non c’è ragione in ver d’essere in pena;
udremo poi quel che dirà, frattanto
mangiate allegramente, ecco la cena -.
Ed a’ suoi figli accanto,
quindi si addormentò la saggia Allodola.

Già l’alba erasi desta e già pel solito
cibo la buona madre si allontana,
ma al campo non arrivano
i mietitori. A’ figli suoi rivolto,
dice il Padron: - O che gli amici dormono
anche a quest’ora? la mi sembra strana.
Poiché gli amici sono al far sì lenti,
ite, ragazzi, e fate un nuovo invito
per domattina a casa dei parenti -.

Maggior spavento allor conturba i semplici
uccellini che: - O mamma, o mamma, - gridano, -
i suoi parenti, ha detto,
verran dimani allo spuntar del sole.
- Le solite parole
che non avranno effetto, -
dice la madre, e fu proprio così:
ché dei parenti non si vide l’ombra
allo spuntar del dì.
Pazzo colui che fuori delle maniche
non sa tirar le braccia
ma nell’aiuto altrui sempre confida!

- Andiam, figliuoli, - grida
il padre a’ figli suoi, - per quanto faccia,
parente al mondo più fedel non c’è
di chi sa far da sé.
Noi prenderem dimani
le nostre falci e colle nostre mani
il raccolto faremo e finiremo -.
Udito questo: - Andiam, - disse l’Allodola, -
non c’è tempo da perdere,
queste parole son l’avviso estremo -.
E svolazzando i piccoli,
ognuno come può,
la tenera famiglia dell’Allodola
senza trombetta subito sloggiò.