Favole di Esopo/Di una Simia, e il Delfino

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Di una Simia, e il Delfino

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Esopo - Favole di Esopo (Antichità)
Traduzione dal greco di Giulio Landi (1545)
Di una Simia, e il Delfino
Delle Mosche Di Mercurio, e uno Statuario
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Di una Simia, ed il Delfino. 70.


Era costume quando gli Ateniesi navigavano, menare a sollazzo Cagnoli picciolini, e Simie. Alcuni di loro navigarono avendo una Simia con essi loro, e vennero a Sunio promontorio, dove una gran tempesta affogò la Nave, e tutti nuotavano insieme con la Simia. Un Delfino, vedendo la Simia nuotare pensò, che fosse un uomo, e levandola dall’acqua la condusse in terra. Quando furono nel Pireo le dimandò di qual gente fosse d’Atene. La Simia rispose esser nata di nobil stirpe, ed interrogava se conosceva il Pireo, credendo che questo fosse un uomo, e disse esser suo grande amico, e famigliare. Allora il Delfino per questa bugia si crucciò, e la tornò a gettare nel Mare, e l’affogò.

Sentenza della favola.

La favola è contra quelli, che non sapendo il vero, pensano ingannar altrui.