Giardino di ricreatione/G

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Gran fallo, aspetta gran flagello.
Gli pazzi crescono, senza innaffiarli.
Giamai per un soldo, non esser manigoldo.
Gran forza è nascosta in dolce impero.
Gittar’ il manico, dietro alla manara.
Granata nuoua, spazza bene.
Gambaro cotto, pare rosso.
Gli anni ci aprono il foglio della cognitione.
Giuoco di mano, giuoco di villano.
Gran vacca, piccole corna.
Grattarsi doue non mangia.
Giuocar’ e perdere, lo sa far’ ogniuno.
Gli huomini si trouano, ma le montagne nò.
Guarda la gamba.
Gran parole, piccoli fatti.
Grasso ventre, non genera sottile ingegno.
Gli huomini sono pochi, ma la gente assai.
Gran temenza, gran desir raffrena.
Goda chi puote, chi non puote, stia in pace.
Grama quella cà, doue soldato, o prete và.
Gatta piatta, chi non la vede la graffia.
Gli stà bene, la lingua in bocca.
Gremiale di pittore.
Gente, cui si fa notte inanzi sera.
Greco in letto, greco in mare, greco in tauola.
Gli occhij hanno più credenza, che l’orecchie.
Gramezza, fa dir mattezza.
Gratuccia con gratuccia, non fa cascio.
Genoua la superba.
Gatto guantato, non piglia sorgij.
Guardati d’aceto di vin dolce.
Grand’amore, gran dolore.
Gran romore, e poca lana, diceua chi tosau’ il porco.
Giobbia venuta, settimana perduta.
Gli auanza il senno, come la cresta all’oche.
Guarda inanzi che tu salti.
Gli huomini alla moderna, e gli asini all’antica.
Guerra cominciata, inferno liberato.
Gatta di massino, serra gli occhij per non pigliar topi.
Gli indugij sanno di vieto.
Giuoco, donna, e vino, consuma l’huom ridendo.
Gli asini non mangiano caponi.
Grande è il danno, che perde fede, e fama.
Gran premio, e grand honor, fa far gran cose.
Giudica l’huomo, secondo l’opre sue.
Graue è l’imperio del’uso.
Governo vnito, è publica salute.
Gola de gl’adulatori, sepolcro aperto.
Grossa testa, non fà sottile ceruello.
Gran credito acquista, chi poco debito paga.
Giusto è che chi pianta l’arbor colga il frutto.
Gli honori, mutano i costumi.
Gittar l’arco, presso la saetta.
Gioua a pigliar la medicina a tempo.
Guarda sempre la soprascrittione.
Gittar la pietra nel pozzo.
Gratie non aspettate, sogliono esser più grate.
Guanto, figa, e beretta, non fù mai troppo stretta.
Giuoco, puttane, e questione, mandano in bordello.
Guarda sè il Diauolo caca stoppini.
Gli asini volano.
Gola di piu solari.
Gitta la pietra cento volte in alto, sempre torna in giù.
Guanto per guanto.
Gli amici, pigliali quando tu puoi.
Gran naue, gran pensiere.
Guardati dal rosso, e diauol come da esso.
Gli infelici figliuoli lodano i padri.
Giuocar’ alla falsetta.
Gemma ligata in piombo.
Gli huomini si conoscono al parlare, e le campane al sonare.
Golosia viene per impotentia, per opinione, o per esperientia.
Gentile come i sparagi da monte.
Gli monta il moscarino al naso.
Giuocar su la veste.
Gli orli delle torte sono migliori che quelli de’ fossi.
Guardati da mangiatore che non beue.
Glie è auuenuto, come a ser ben venuto.
Gratioso è l’huomo, s’egli è huomo.
Guastando, s’impara.
Goder’ il beneficio del tempo.
Gran vanto, e picciol merto.
Gli par’ esser’ Argo per tutti.
Gli infreddati, non sentono gli odori.
Genaro, e febraio, o empie, o vuota granaio.
Graue è la tristezza, che segue l’alegrezza.
Grassa cucina, magro testamento.
Gotta ne le ossa, dura fin’a la fossa.
Gran vantatore, picciol fattore.
Guardati dal crudo, e d’andar col piè nudo.
Gran peccato, non può star celato.
Guerra, molti atterra.
Gran fecondità, non viene a maturità.
Giouane otioso, vecchio bisognoso.
Giudice, e scriuano, vuol souent’il pied’in mano.
Giamai l’Insulano, habbi per compagno.
Giamai il discreto, a donna dice il suo secreto.
Gallina negra, fa le vuoua bianche.
Giamai col bramare, il sacco puoi colmare.
Giamai di stoppa, buona camicia.
Gridar confessione.
Gittar faue al muro.
Gittarsi l’honor nelle scarpette.
Guardar con sicurtà di maritata.
Gli hosti vecchi, non dan da mangiar’a scroco.
Gran naue vuol grand’acqua, e grasso monaco, grasso vitello.
Gatto gridatore, non è buon cacciatore.
Gli vccelli se ne son’ volati.
Grattar’l porco grasso.
Grattarsi doue non cuoce.
Guardati fin da le rondine rase.
Giunger piu a tempo che l’arosto.
Gia era il tempo ch’andauano presi alle grida.
Garbuglio fa per i mali stanti.
Gli arbori orecchi, & i campi sono occhi.
Gotta inossota, mai fi sanata.
Greco, non hauer a far seco.
Giustissima è l’inuida, che l’autore, tosto punisce e li consuma il core.
Gia fù l’ingegno più che l’oro in pregio, hor non posseder nulla è gran dispregio.
Guardati da’ mattutini di Parigi, e da vespri di Sicilia.
Giugno, Luglio, & Agosto, non toccar ne donna ne mosto.
Grande e grassa mi faccia Dio, che bella & bianca mi farò io.
Gente d’Esaù, chi gli ha vna volta non gli vuole più.
Gente di susagna, chi perde il suo amore, assai guadagna.
Guastar la coda al fagiano, accozzando cornioli con rubbini.
Guardati da l’acqua quiete, nella corrente entra sicuramente.
Giouine alle fatiche intendi lieto, che vecchiezza verrà col pie secreto.
Gouernati bene in giouanezza, se vuoi hauer da viuer’ in vecchiezza.
Gallinetta che va per casa, o la becca, o l’ha beccà, se la non becca al desco, l’ha beccà di fresco.
Gli amici benche siano di vista disgiunti, restano però con gl’animi congiunti.
Gli Italiani a pisciare, i Francesi a cridare, gl’Inglesi a mangiare, gli Spagnoli a brauare, & i Tedeschi a beuacchiare.
Giaci la notte, senta la mattina, stà ritto a mezzo dì, e la sera camina.
Gemma, donna, bruta o bella, guarda di non tor mai alla candela.
Guardati dal dauanti della donna, dal dietro della mula, e da tutti i lati de monaci.