I quattro libri dell'architettura (1790)/Libro I - III

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Libro I - Capitolo III

../Libro I - II ../Libro I - IV IncludiIntestazione 25 febbraio 2013 100% Da definire

Libro I - II Libro I - IV
[p. 3 modifica]

CAPITOLO III.

Delle Pietre.


DElle pietre altre abbiamo dalla natura, altre sono fatte dall’industria degli uomini: le naturali si cavano dalle pietraje e sono o per far la calce, o per fare i muri; di quelle, che si tolgono per far la calce, si dirà più sotto. Quelle delle quali si fanno i muri, o sono marmi e pietre dure che si dicono anco pietre vive, ovvero sono pietre molli e tenere. I marmi e le pietre vive si lavoreranno subito cavate; perchè sarà più facile il lavorarle all’ora, che se per alcun tempo fossero state all’aere, essendo che tutte le pietre, quanto più stanno cavate, tanto più divengono dure; e si potranno metter subito in opera. Ma le pietre molli e tenere, massimamente se la natura e sofficienza loro ci sarà incognita, come quando si cavassero in luogo ove per addietro non ne fossero state cavate, si deono cavare l’estate e tenere allo scoperto, nè si porranno anzi due anni in opera: si cavano l’estate, acciocchè non essendo elle avvezze a’ venti alle pioggie ed al ghiaccio, a poco a poco s’induriscano e divengano atte a resistere a simili ingiurie de’ tempi. E tanto tempo si lasciano, acciocchè scelte quelle che saranno state offese; siano poste nelle fondamenta e l’altre non guaste, come approvate; si pongano sopra la terra nelle fabbriche: perchè lungamente si manterranno.

Le pietre, che si fanno da gli uomini, volgarmente per la loro forma si chiamano quadrelli: queste deono farsi di terra cretosa bianchiccia e domabile; si lascierà del tutto la terra ghiarosa e sabbioniccia. Si caverà la terra nell’autunno, e si macererà nel verno e si formeranno poi i quadrelli commodamente la primavera. Ma se la necessità strignesse a formagli il verno o la estate; si [p. 4 modifica]copriranno il verno di secca arena e l’estate di paglia. Formati debbonsi seccare per molto tempo; ed è meglio seccargli all’ombra, acciocchè non solamente nella superficie, ma anco nelle parti di mezzo, siano egualmente secchi: il che non si fa in meno di due anni. Si fanno e maggiori e minori secondo la qualità degli edificj da farsi, e secondo che di loro ci vogliamo servire; onde gli Antichi fecero i mattoni dei publici e grandi edificj molto maggiori dei piccioli e privati. Quelli che alquanto grossi si fanno; si deono forare in più luoghi, acciocchè meglio si secchino e cuocano.