Il Trecentonovelle/CXVI

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Novella CXVI

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CXV CXVII

Prete Juccio della Marca è accusato allo Inquisitore per le sue cose lascivie, ed essendo dinanzi a lui, gli dà di piglio a’ granelli in forma che mai non li lasciò, che lo prosciolse.

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E’ mi conviene pur tornare nella Marca, però che di piacevoli uomeni sempre è stata piena. Fu nella terra di Montecchio già un prete, il quale avea nome prete Juccio, il quale era cattivo in ogni crimine di lussuria; e per questo, purch’egli avesse possuto contentare le sue volontà, ogni affezione vi mettea, come se nel Vangelo per la bocca di Cristo gli fosse comandato; e sempre avea per usanza d’andare sanza panni di gamba. Avvenne per caso che, arrivando nella detta terra uno Inquisitore dell’ordine di Santo Francesco, questo prete Juccio li fu accusato de’ suoi cattivi costumi; e fra l’altre cose, fu detto allo Inquisitore che elli non portava panni di gamba:
- E questo, venendo a voi, il potrete fare vedere, e seretene certo; e secondo li vostri decreti senza brache non si puote cantar messa, ed elli la canta tutto dí.
Udito l’Inquisitore gli accusatori, fece richiedere prete Juccio, il quale di presente comparí. Come lo Inquisitore il vide, disse:
- Fatti in cià ad escusarti d’una inquisizione.
E quelli accostasi a lui. Dice l’Inquisitore:
- Èmmi detto che ci vai sanza brache.
Dice prete Juccio:
- Signor mio, egli è vero, che per questi caldi non le posso portare.
Dice lo Inquisitore:
- Anzi ci vai senz’esse, per esser piú presto alli stimoli della lussuria.
- Come che sia, io sono a’ vostri comandamenti.
Dice lo Inquisitore:
- Se’ tu prete Juccio, il quale fai tante cattivanze?
E quelli rispose:
- Non fe’ mai niuna cattività.
E detto questo, dà di piglio alli testicoli con l’altre appartinenze dello Inquisitore, e dice:
- Perché tenete voi questo pascipeco? questo è quello che va facendo le cattivanze, e contra li comandamenti di Dio -; e tirando quanto potea, dicendo: - Mai non ti lascerò il tuo pascipeco, se tu non mi prosciogli d’ogni cosa che lo mio pascipeco ha fatto.
E tanto tirò che lo Inquisitore per forza l’assolveo della formata inquisizione. E partendosi il detto Inquisitore, prete Juccio ringraziò il pascipeco dello Inquisitore, lo quale l’avea assoluto de’ suoi peccati, dicendo quel verso delle letane: Propitius esto, parce nobis domine . E cosí per nuovo modo fu deliberato prete Juccio; e l’Inquisitore se n’andò con la borsa e col pascipeco molto ristretto e forte indolinzito, in forma ch’andando a cavallo, dalla sella era molestato piú che non averebbe voluto.
E cosí questi cherici marchigiani, andando sbracati, sono sí fieri, che ogni persona fanno venire a ubbidienza, se non s’abbattessino a messer Dolcibene, che gli sapea capponare.