Il rimedio infallibile/3

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A’ l’illustrissimo et reverendissimo signor mio, et padrone colendissimo, il sig. Cardinale Montalto

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A’ l’illustrissimo et reverendissimo signor mio, et padrone colendissimo, il sig. Cardinale Montalto
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A’ L’ILLUSTR.MO ET REVERENDISS.

SIGNOR MIO, ET PADRONE

COLENDISSIMO;


IL SIG. CARDINALE


ILLUSTRISS. ET REVERENDISS.

SIGNORE.

A benignità, & il favore di V. S. Illustriss. fù la prima & efficiente causa, che la mia Inventione fosse intesa da li Signori Camerali di Roma. Nè certo saria seguito cosi facile l’accettarsi, & privilegiarsi essa mia Inventione da altri Principi, & Stati, si come è stato fatto; se non fosse preceduto l’essempio del capo del mondo Roma. Si ha però da havere tutto l’obligo del bene, che verrà à l’Italia, & al mondo da l’evidenza di [p. xiv modifica]essa mia Inventione à la benignità naturale, & vera volontà di giovare che io trovai in V. S. Illustriss. La quale Se non si fosse havuta si pronta; non è dubio, che sepolto rimaneva questo publico beneficio. Imperoche senza l’essempio di Roma difficilmente io harei potuto trovar fede. Io dunque & li miei tutti ce le sentimo però talmente obligati, che non potendo aspirare à riconoscere con qualche notabile attione la grandezza di tanto beneficio venutoci non meno da detto primo scontro della sua benignità, che da l’ombra, & favore con che sempre poi s’è degnata continuare di protergerci; havemo preso per hora questo partito, di farne una testificatione perpetua (si come già credo che resterà fatta) col mezo di queste presenti righe. A’ fine che, si come mentre durerà il mondo haurà da godere l’humana società de la mia Inventione, (di che certo non par che si possa dubitare, per essere dentro di essa la publica utilità, & l’evidenza, & la verità, che non potran mai mancare, ò restar depresse); cosi anco mentre esso mondo duri, con essa mia Inventione vada quasi in quadro d’immortal pittura [p. xv modifica]rappresentato l’obligo, che & io, & la posterità mia con me deveranno havere à V. S. Illustriss. & à l’illustriss. Casa sua per quel tanto di commodo che ce ne sarà risultato. Anzi entro in speranza, che dal vedere il resto de Principi, che ancora non mi hanno concesso il Privilegio, & appresto à quali tutti già n’è stato supplicato, & instrutto detto mio negotio; che io vivo, & riposo sotto l’ombra di V.S. Illustriss. si degneranno à la fin fine in virtù d’una tal notitia, essermene homaitanto più volontiermente cortesi. Massime poiche da l’uscita di questo mio Libretto sarà rimasa dichiarata a l’Altezze loro la realità, di ciòche io loro permettea. La quale realità facilmente anco desterà ne l’animo loro questa consideratione, Che repugna la natura de l’honore in un Principe ricevere da un inferiore ò per se, ò per li suoi sudditi un qualche segnalato beneficio, & negare à l’incontro una modesta ricompensa à colui da chi il beneficio effettualmente hà ricevuto, massime quando lungo tempo, & con ogni humile, & honorato modo le loro Altezze ne hà supplicato. In una tal fiducia adunque molto sicuramente vivendo, & insieme appoggiato ne la solita, [p. xvi modifica]benigna, felice protettione di V.S. Illustriss. spererò tuttavia, che non vorranno mancare à me solo di quella naturale, ordinaria loro generosità, con che sono soliti avanzarsi di grandezza d’animo verso qualunque mai lor promise cosa notabile, & degna. Col qual fine resto io, & li miei pregando à V. S. Illustriss. & a l’illustriss. sua Casa lunghissima vita, & perpetuo accrescimento di felicità. Et con l’intonare una tanto buona nova al mondo, che in virtù de la bontà verace di V. S. illustriss. esse mondo hà guadagnato, che non si gli guasterà mai più Vino; bacio à V. S. Illustriss. con ogni humiltà, & riverenza le gratiosissime mani, raccomandandandomi ne la sua felice gratia. Di Roma à li 24. di Decembre. M. D. XCIII.

D.V.S. Illustriss. & Reverendiss.


Humiliss. obligatiss. additis. Servit.

Gio. Ant. Fineo.