Interviste dal libro "TUTUCH (Uccello tuono)"/Intervista a Diana Longboat

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Intervista a Diana Longboat (in the Six Nations Reserve)

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Intervista a Diana Longboat (in the Six Nations Reserve)
Intervista a Lindsay Leborgne Intervista a Lyberth Awgaangar

1. Per la sua tradizione culturale la vita è un dono o una punizione?

Sono felice di rispondere a queste domande, perché penso che queste domande dovevano essere formulate cinquecento anni fa, quando i nostri antenati si incontrarono. Noi consideriamo quella come la prima volta, ma fu invece la seconda volta che si incontrarono. Quando si parla della colonizzazione, quella fu la seconda volta che si incontrarono, ed ecco perché la storia ha un ruolo molto importante per capire chi siamo, e se vuole conoscere il nostro popolo deve andare indietro fino al tempo in cui il Creatore creò il mondo, perché fu allora che Egli diede al suo popolo le sue istruzioni e al nostro popolo le nostre istruzioni su come vivere su questa terra, il nostro modo di vivere, la nostra cultura, il nostro modo di renderGli grazie, e il nostro modo di essere in continuo contatto con Lui. Perciò, le domande che lei mi pone oggi sono molto importanti, perché dimostrano la nostra comune umanità. Se guardiamo, per esempio, alla prima domanda: <<Per la sua tradizione culturale la vita è un dono o una punizione?>>, si può rispondere solo se si conoscono le istruzioni del Creatore. Ed Egli disse: <<Creo la madre terra per amore, creo l’essere umano per amore ed il dono della vita che do al mondo, alle piante, agli animali, al vento, è un dono di amore: questa è la forza che muove il tutto>>. Come esseri umani portiamo dentro il regno tutto del Creatore. Ed è un dono, perché l’immagine che abbiamo del Creatore è un’immagine d’amore. Quando ci ha dato il libero arbitrio, ci ha dato la possibilità di percorrere con Lui il cammino della luce, o di scegliere di camminare nelle tenebre, col diavolo. In quello che dico non c’è influenza della religione cristiana: ci sono similitudini, perché fu lo stesso Dio che diede le istruzioni all’uomo bianco, al nero, al giallo. Ora, il modo di realizzare queste istruzioni è differente presso i vari popoli: noi facciamo alla nostra maniera, voi in un’altra, e così di seguito. Non è una istituzione, non è una costruzione e nemmeno un dogma: è un modo di vivere.

Il Creatore ci ha dato quelle istruzioni quando ci ha dato la nostra storia della creazione. Ci ha raccontato le origini della terra, come ha avuto inizio l’universo, come gli esseri umani sono stati creati: noi siamo gli ultimi nell’ordine del creato: prima ebbero vita le piante, poi gli animali ed in ultimo la vita umana. Egli comunica con noi attraverso le preghiere, attraverso i sogni, le visioni e le voci degli aiutanti del mondo spirituale. Questo è un posto fatto dal Creatore quando non c’era ancora vita, quindi nessuno sa se il Creatore parla in quel mondo spirituale, che è come il cielo al di sopra della terra: quel che fa è parlare alla terra, all’acqua, all’aria, al vento, e quando parla in quel mondo spirituale tutti ascoltano e capiscono. Il Creatore ha molti aiutanti, e giacché noi siamo pellirosse, il popolo della terra, il popolo dello spirito e delle visioni, qando vediamo gli aiutanti del Creatore non vediamo “angeli”, noi vediamo l’orso, il bufalo, l’aquila, l’uccello del tuono, la tartaruga, sono tutti aiutanti del Signore e lo circondano. Intorno a loro in quel mondo meraviglioso, che è simile a questo mondo, vediamo i nostri antenati vivere nelle “tipi”, nelle case lunghe, li vediamo davanti al fuoco ed essi ascoltano le nostre preghiere ed il fervore con cui le recitiamo. Il Creatore ha un grande consiglio intorno al fuoco e tutti gli aiutanti siedono intorno ad esso. Quando dico che li vedo voglio dire che il mio spirito viaggia, li vede, ascolta i loro messaggi e ritorna.

Il tirocinio per fare ciò è molto speciale, è lungo, è difficile, è un processo terapeutico: il proprio spirito si sveglia e si diventa forti spiritualmente, ma anche fisicamente, e mentalmente perspicaci ed acuti in modo da vedere non solo ciò che è di fronte a sé, ma si vede a 360 gradi dietro, sotto e sopra di sé. Noi lo facciamo nelle cerimonie; fumiamo la sacra pipa, abbiamo il tabacco sacro, e ascoltiamo il canto dello spirito che chiama, il Creatore che dà l’aiuto che cerchiamo: gli spiriti vengono ed entrano nella camera, possono essere gli spiriti che io ho chiamato o quelli dei nostri antenati; possono essere lo spirito della madre terra, o dell’acqua, del vento, degli animali: il Creatore ha potere su tutta la creazione!

Certo, ha sentito la storia della creazione, della donna che cadde dal cielo giù nella buca. Ci è sempre stato detto che la terra ha un centro, e il centro dell’America è nel centro di Manitoba, e quando le persone vogliono capire quali sono le loro origini, ritornano al centro per avere questi insegnamenti, perciò ritorneremo lì in inverno.

2. Perché siamo qui: per lottarci o per aiutarci?

Lo scopo della vita umana è quello per ogni individuo di potenziare i propri doni, la propria visione, il proprio destino: capire qual è il proprio destino e viverlo sulla madre terra. Accade che il nostro spirito comincia col Creatore e fisicamente si riceve la vita da un padre ed una madre; il nostro spirito scende sulla terra per una breve passeggiata. Quando è il momento di lasciare la terra il nostro spirito si ricongiunge col Creatore, se abbiamo compiuto il nostro lavoro, altrimenti ritorniamo di nuovo. Perciò, accade che in questa passeggiata siamo continuamente sfidati: sappiamo chi siamo?, sappiamo quali sono i nostri doni?, crediamo nel Creatore?, vivremo per il Creatore?, e quando il nostro tempo è terminato accadono due cose: o il nostro spirito se lo prende il diavolo, oppure il Creatore. Perciò, siamo qui per aiutarci l’un l’altro: siamo qui per imparare ad amarci e vivere l’amore. Se non impariamo la lezione dovremo ritornare. L’amore è totale ed incondizionato: amare per tutta la vita tutte le persone; l’amore è accoglienza, è dare, è condividere, è aver cura degli animali, delle piante, del vento, dell’acqua e dell’essere umano.

3. Che significa per lei la parola”capo”?

Il capo è una persona che è stata scelta, non è questione di essere un buon capo o no. Anche i funghi qua fuori hanno un capo. Se ne vogliamo raccogliere un po’ fuori nel campo, dobbiamo munirci del sacro tabacco e parlare al capo dei funghi e dire: <<Nonno, il Creatore ha messo qui alcuni esemplari delle tue creature, noi ti chiediamo di donarci alcuni di tali esemplari per permetterci di vivere>>. Noi offriamo tabacco.

Si ricorda la storia della donna in cielo? Mentre cadeva aveva due cose: una pianta di fragole in una mano e nell’altra una pianta di tabacco. Il tabacco è il mezzo sacro di comunicazione col Creatore, attraverso il fumo, viene dal mondo spirituale e cresce in questo mondo. Ci è sempre stato insegnato che la legge sacra è questa: non si chiedde mai niente senza dare qualcosa in cambio. La fragola è la pianta leader di tutte le medicine, perché è la prima pianta a sbocciare, e cura i problemi del sangue, perché contiene ferro e perché purifica il corpo.

Dunque, il capo è una buona guida e la carica dura tutta la vita, e viene scelto non per votazione né per imposizione. I capi migliori al mondo vengono scelti per il carattere: è importante quanto si amano le persone, quanto ci si preoccupa per loro.

4. Quali sono le sue responsabilità?

Essere una donna forte per essere di esempio per le nuove generazioni; continuare le cerimonie; essere il portavoce politico della gente; aver cura dei bambini; aver a cuore gli anziani. Essi sono importanti, perché possono insegnarci come vivere in armonia con la madre terra, come essere autosufficienti, come fare le cose; ci insegnano a rispettare tutto ciò.

5. Che tipo di organizzazione sociale avete?

Dopo 500 anni di colonizzazione, se guarda alla comunità bianca sulla riva opposta del fiume e qui alla nostra popolazione indigena, non vedrà molta differenza. La differenza la troverà nella lingua che quotidianamente adoperiamo, nella famiglia, nella cura che abbiamo per gli anziani, perché non ci piace metterli negli ospizi, anche se li abbiamo; vedrà la nostra gente preferire le cure tradizionali piuttosto che rivolgersi ai dottori. La nostra comunità è in transizione: ci sono alcuni membri fortemente attaccati alle tradizioni, altri più progressivi ed in mezzo a questi è la maggioranza di coloro che amano la lingua, la cultura, il governo tradizionale, ma partecipano alla società moderna. Questa comunità è molto urbana e ricca a paragone di altre comunità, vuole vivere e imparare ad essere in pace. Al tempo di Cleopatra alcuni della sua gente varcarono l’Atlantico, e così i viaggiatori Egiziani vennero ad incontrarsi con i pellirosse d’America per capire la pace, perché nelle loro terre c’erano molte guerre. Ci fu un gigantesco consiglio del nostro popolo. Questo è molto importante e se vorrà lei potrà controllare. Gli altri pensano sempre alle nostre genti come a dei primitivi, al folklore, …, ma c’erano milioni di persone indigene che vivevano in società molto sviluppate al tempo dei primi contatti con gli Spagnoli.

6. Qual è il ruolo della donna nella vita del gruppo? Chi si occupa dell’educazione dei figli?

In questa comunità le donne scelgono i capi, perché esse crescono i bambini, ne vedono il carattere, hanno un’idea di ciò che è buono in un leader. Deve avere compassione, deve essere disponibile, deve mettere prima di sé gli altri, deve conoscere la sua cultura e la sua lingua; essere attaccato alla famiglia, alla vita cerimoniale. È una comunità matriarcale.

7. Cosa può dirmi circa la proprietà? Mi spiego: come venivano distribuiti i beni tra i membri del gruppo?

Eravamo i guardiani della terra e controllavamo come veniva usata. Tutti conoscevano il loro territorio, essi sceglievano le montagne, o le colline, o un fiume per averne cura, e basta, non per possederle. Avevamo i guerrieri per dare l’esempio di cosa fosse un uomo forte, per protezione, per aver cura degli altri. Ma in origine essi dovevano proteggere e provvedere al cibo; protezione significa aver cura della zona che ci era assegnata; c’è terra per tutti qui in Canada.

8. Qual è il suo massimo dovere?

Se era solo per informazione poteva trovarla su internet. Ma lei cerca di più, deve sentire il nostro modo di vivere: quello che lei chiede è: <<Come le popolazioni indegene sentono e guardano al mondo>>? Stanno cercando di opprimere il nostro popolo e cercano di distruggerne la loro storia lentamente, insidiosamente. Cercano di colonizzare i nostri giovani nelle scuole, li hanno colonizzati nei collegi, nelle universtià, e continuano a colonizzarci ogni giorno. Dal 1999 c’è una stazione televisiva indigena. Se una famiglia povera viene qui e non ha tabacco da offrire, noi glielo diamo. Abbiamo molte medicine che curano ogni tipo di malanno, cancro e AIDS, tutti i mali. Ma non abbiamo moneta contante, perché quando fummo addestrati a donare questo tipo di aiuto il Creatore disse: <<Amo le mie creature e non voglio che chiedate soldi per insegnare loro quello che insegno a voi, e per fare miracoli alle persone>>. Aggiunse anche: <<Non chiederete un prezzo per ciò che potrete fare>>. Dunque, viviamo di donazioni e ho un grande gruppo di famiglie e di giovani cui insegno questo tipo di medicina. Ci aiutiamo e sosteniamo a vicenda.

Quando riceviamo una donazione, il denaro viene messo in mezzo al tavolo, chi ne ha bisogno lo prende: non ci sono liti, perché tutti vedono le necessità dell’altro ed è un modo differente di considerare il danaro: il danaro è un mezzo. Molte persone hanno rinunciato a molte cose per seguire questo stile di vita: hanno rinunziato alla loro educazione, si sono trasferiti qui con le loro famiglie per essere addestrati, sanno che significa essere poveri. Certo, non tutti seguono questo stile di vita nella mia comunità, perciò altre persone posseggono i soldi. Penso che sia come Gesù nella sua tradizione: non abbiamo cibo, non abbiamo casa, non abbiamo cammelli né asini: abbiamo insegnato andando in giro a piedi. Come si vede, ciò che ci fu insegnato è contrario alla vita moderna: ci hanno insegnato a condividere sempre incondizionatamente, ad amare, a vivere in armonia con la terra, ad essere auto-sufficienti, e ad essere una persona che dà al cento per cento. Nel mondo moderno succede che si è giudicati per come ci si veste, per la propria macchina, per la casa, per la qualifica, per il livello sociale, per come si parla, per come ci si presenta, è tutta l’immagine di una persona di successo, e niente di tale immagine ha a che fare con quanto una persona crede: si crede in Dio, o nello Spirito, ma ciò non ha a che fare col carattere: il carattere è la saggezza, l’amore, la verità, il coraggio, e si può sviluppare pienamente il carattere solo in relazione a Colui che ci ha creato.

Perciò, c’è bisogno delle cerimonie, c’è bisogno delle guarigioni, c’è bisogno dell’addestramento della mente, c’è bisogno della visione, del sogno: tutto ciò. La visione avviene di giorno, mentre il sogno avviene di notte, ma nessuno dei due equivale alla profezia. Nella nostra tradizione, e la tradizione irochese qui, abbiamo ricevuto i quattro segreti delle cerimonie per il ringraziamento, abbiamo ricevuto la pace dell’amore, e abbiamo ricevuto il codice del lago di Hudson, e tale codice contiene le profezie del tempo che stiamo vivendo ora e di ciò che accadrà tra non molto. È come la Bibbia per voi: parla di tutte le cose che stanno succedendo. Non possiamo parlare degli Indiani senza parlare della creazione, delle nostre cerimonie, delle nostre leggi, della nostra filosofia, esse sono tutte insieme. Ciò è quello che lei cerca, l’organizzazione sociale, o il capo, o altre cose sono piccoli pezzi del quadro più grande. Una volta che lei ha compreso la nostra creazione originaria, le leggi, la profezia la sua ricerca diventa antropologia, perché è andata all’essenza della vita reale delle persone. La vita del popolo è la vita dello Spirito e della terra.

Qui noi curiamo con diverse tecniche, facciamo operazioni, curiamo con le mani, e con le medicine; le medicine vengono dall’aria, dalla terra, dagli animali, dalle piante, dall’acqua; facciamo delle cerimonie per guardare all’interno del corpo per vedere dov’è malato, facciamo una cerimonia per aprire il corpo per l’operazione e richiuderlo. Ho moltissimi giovani a cui insegno, e ognuno ha un ruolo diverso: alcuni preparano le medicine, alcuni cantano le canzoni, alcuni preparano gli alloggi.

Il mio dovere non mi è stato dato dalla mia comunità, ma l’ho ricevuto in un sogno. Ho le visioni da quando ero una bambina. Quando mi trasferii in città finirono. Poi ho cominciato a fare le cerimonie nella mia comunità e in un’altra e sogni e visioni sono tornate. Ho ricevuto dal Creatore il mio ruolo ed il mio destino, di essere leader, di essere insegnante e una guaritrice, e questo è quello che faccio. Quando lavoravo avevo molti soldi: insegnavo all’università in un corso di management, perciò so cosa significa lavorare in città. Ma ho lasciato, perché ho avuto la mia visione.

9. Come punite i colpevoli?

Oggi dobbiamo seguire la corte di giustizia, ma in passato i colpevoli, se avevano commesso qualcosa di grave come un assassinio, venivano allontanati dalla comunità. Venivano mandati nei boschi, e da soli sarebbero morti certamente.

10. L’essere umano è superiore agli animali e alla natura?

Penso che noi non siamo speciali, ma abbiamo una missione. Se vuole capire la missione di una persona c’è una profezia di ciò che sta succedendo ora sulla terra. Il Creatore ha un piano per la terra, e se continueremo sulla strada di ora noi distruggeremo il mondo con l’inquinamento, con la guerra, con l’odio. E il Creatore ha detto: <<Non permetterò mai che la mia creazione venga distrutta>>.

11. Qual è l’essenza dell’essere umano? È una creatura speciale con una missione speciale?

Abbiamo una missione che è quella di capire che c’è un unico Creatore, siamo uguali in questo mondo, e siamo uguali non solo alle altre razze, ma anche con gli altri elementi della madre terra. Il genere umano ha la responsabilità di comprendere la legge dello spirito e la legge della natura e di vivere di concerto con tali leggi, se non lo faremo cadremo in un grande caos, proprio come ora. In Italia il Papa ha dato un messaggio in primavera. Egli ha detto: <<Ho addestrato le mie persone all’esorcismo, perché ora è stato rivisto questo problema>>. Sa perché? Perché la legge insegnata in tutte le scuole del nord America è che non c’è alcun Dio, e così lo Spirito sta morendo. La nostra missione è di insegnare ai nostri figli che c’è il Creatore, ma la loro missione è ancora più grande della nostra. La loro missione è di cambiare il mondo, questa è la profezia: essa è di costruire un nuovo mondo basato sul Creatore.