L'enciclopedia collaborativa Wikipedia - origini, influenze, pratiche odierne/Introduzione

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Introduzione

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L'enciclopedia collaborativa Wikipedia - origini, influenze, pratiche odierne Ipertesti nella rete

Il dizionario De Mauro definisce enciclopedia un’«opera che raccoglie ed espone organicamente tutto il sapere o specifici ambiti di esso»1. Un articolo più specialistico [Carnazzi 2001] ricorda l’etimologia greca2 del vocabolo ad indicare «un repertorio di nozioni e dicognizioni che abbraccia l’intero arco del sapere» frutto di «un’idea, peraltro tutta moderna, della trattazione ’enciclopedica’» riscontrabile in testi della cultura greca e latina3, nei Tresors e nelle Summae di epoca medievale ed infine nelle enciclopedie settecentesche avviate dalla Cyclopaedia or an universal dictionary of arts and sciences di Ephraim Chambers (Londra 1728) e seguita dalla Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et desmétiers (1751-1780) [ibid.] di Denis Diderot e Jean le Rond d’Alembert che ne hanno tratto ispirazione ma a cui rimproverano «un’enorme quantità di lacune nelle scienze; nelle arti liberali, una parola dove ci volevano intere pagine; e tutto da rifare nelle arti meccaniche: Chambers ha letto libri, ma non ha mai visto artigiani» [Diderot 1751, 387]. Con la collaborazione di «un numero sufficiente di dotti e d’artigiani» [ibid.] ed un «intento direvisione critica» [Carnazzi 2001] e riformatrice, l'Enciclopedia di Diderot e d’Alembert «apre l’era delle enciclopedie moderne» [ibid.] e avvia progetti enciclopedici ed editoriali tutt’oggi vitali quali l'Encyclopædia Britannica (1768) e il dizionario enciclopedico in lingua tedesca dell’editore Friedrich Arnold Brockhaus4 (1796) di cui esistono versioni digitali su cui mi soffermerò in seguito [infra §3.2.1]. In Italia dopo il primo esperimento della Nuova Enciclopedia Popolare di Giuseppe Pomba (Torino 1841-48) bisognerà aspettare il Novecento per vedere la nascita del principale progetto enciclopedico in lingua italiana tuttora alle stampe, l'Enciclopedia italiana di scienze, lettere e arti di Giovanni Treccani (1929-37) [ibid.]5.

Wikipedia6 nella sua accezione più elementare è un «database Internet che permette a chiunque, indipendentemente da competenze o qualifiche, di scrivere e modificare voci su qualsiasi argomento» [NB 2006-03-23 Britannica]. L’insieme dei contenuti di diversi autori volontari è autodefinito enciclopedia dal gestore del servizio (Wikimedia Foundation, Inc., una società no-profit statunitense) e come tale riconosciuta dai medesimi collaboratori volontari e non necessariamente specialisti, che prendono il nome di wikipediani. L’assunto Wikipedia è un’enciclopedia è codificato nel primo articolo della sua "carta fondamentale" (i cinque pilastri) che definisce gli scopi del progetto e precede per importanza le norme interne codificate nelle linee guida. Uso il termine enciclopedia collaborativa per indicare l’insieme di infrastruttura tecnica (sito web, software di gestione dei contenuti), comunità online (i collaboratori volontari e le loro norme e pratiche) e contenuti di Wikipedia, evitando di ricondurla pedissequamente ad esperienze storiche ed editoriali differenti quali l’enciclopedia illuminista di Diderot e d’Alembert o le enciclopedie contemporanee sia cartacee che digitali, siano o meno sul web o su supporti quali CD o DVD.

Sebbene lo scopo di tutti questi progetti editoriali sia il medesimo, ossia scrivere un compendio più o meno approfondito di una porzione più o meno vasta dello scibile umano, l’assetto del sistema dei media in cui sono stati concepiti, l’organizzazione del lavoro, le tecnologie impiegate e la stessa idea di autore e di opera differiscono anche radicalmente. La differenza più evidente è che in Wikipedia l’organizzazione alfabetica dei contenuti dell’enciclopedia cartacea fa spazio ad una fitta rete ipertestuale accessibile e modificabile sul World Wide Web, mentre i riferimenti a testi interni ed esterni all’ipertesto assumono la forma di altrettanti collegamenti ipertestuali. Se ciò non introduce alcuna innovazione rivoluzionaria alle tecnologie assimilabili che sono state già utilizzate nelle enciclopedie digitali su disco e da altre enciclopedie disponibili su Internet, è il metodo usato da Wikipedia per produrre e gestire le voci enciclopediche a meritare maggiore attenzione. Nell’evitare un’analisi diacronica dell’evoluzione delle enciclopedie con l’introduzione delle tecnologie Web, mi soffermerò quindi sull’analisi sincronica delle influenze e delle pratiche odierne di questa particolare enciclopedia collaborativa aperta ai contributi anonimi, disponibile gratuitamente online e ridistribuibile da terzi con minimi vincoli, anche a scopo di lucro.

Wikipedia ha le sue origini in un progetto avviato nel 2000 da una società commerciale statunitense sotto il nome Nupedia, e il suo programma nell’annuncio del fondatore del movimento per il software libero Richard Stallman [1999] di un’«enciclopedia universale che copra tutti i campi della conoscenza [un']enciclopedia libera [...] alternativa a quelle riservate prodotte dalle corporazioni dei media». Wikipedia, autodefinitasi "enciclopedia libera" sceglie il World Wide Web come mezzo di distribuzione e scrittura delle voci enciclopediche da parte di volontari non retribuiti che possono contribuire anche anonimamente, ed in particolare una tecnologia web denominata wiki, da cui prende il nome. Un wiki (in hawaiano veloce) è un software collaborativo per il Web ideato nel 1995 dall’ingegnere informatico statunitense Ward Cunningham per permettere la pubblicazione di ipertesti direttamente modificabili dagli utenti, che possono scrivervi usando una sintassi più semplice di HTML. Il termine wiki è usato sia per indicare il software in sé, più precisamente software wiki o wiki engine, che l’ipertesto modificabile. Questo può essere accessibile pubblicamente sul World Wide Web, solo all’interno di una rete privata oppure installato su una singola macchina, e può essere usato per gestire documentazione per progetti personali o collettivi e coordinarne le attività con diversi gradi di apertura alla lettura e alla modifica dei contenuti7.

In Wikipedia, progetto recente rispetto alle tecnologie Internet, Web e wiki, convergono gli ideali di apertura e sviluppo partecipato che hanno contraddistinto lo sviluppo di queste tecnologie e la forma più recente che ha portato all’avvio del progetto GNU negli anni Ottanta e alla creazione di Linux nei primi anni Novanta in seno alla comunità del software libero. Il sistema operativo GNU/Linux è ad oggi la più nota opera collettiva sviluppata secondo il copyleft o permesso d’autore, principio cardine del movimento secondo il quale l’autore decide di lasciare piena libertà di modifica e commercializzazione di un’opera a condizione che chiunque utilizzi quell’opera conceda le medesime libertà, si tratti di versioni modificate, stralci o mere copie. Questo principio è tradotto in obbligo legale da licenze quali la GNU General Public License (software), la GNU Free Documentation License (documentazione)8 e le licenze Creative Commons con vincolo condividi allo stesso modo promosse dalla Free Software Foundation e da Creative Commons, organizzazioni non governative senza scopo di lucro con base negli Stati Uniti. Utilizzando la licenza GNU GPL per il software wiki sviluppato per l’enciclopedia (MediaWiki), la GNU FDL per i contenuti e alcune licenze Creative Commons per filmati, registrazioni audio e immagini, Wikipedia mette a disposizione per la lettura e la modifica online un vasto archivio di materiale copyleft formato al settembre 2006 da quasi cinque milioni di voci enciclopediche rilevanti in diverse versioni in lingua, di cui circa cinquanta hanno più di 10.000 voci, e più di un milione di file multimediali in dicembre, ad oggi l’enciclopedia online non a pagamento più consultata ed uno fra i siti più visitati al mondo9.

Oltre alle licenze e all’idea stessa di un’enciclopedia copyleft, Wikipedia attinge dal movimento per il software libero anche gli strumenti software e più in generale l'etica hacker di sviluppo cooperativo del progetto, arrivando a mutuarne il modello di sviluppo in rete, i meccanismi motivazionali e l’etica del lavoro incentrati su una comunità di pari presso cui il wikipediano cerca riconoscimento. Le competenze specialistiche sul campo di cui scrive diventano secondarie, neppure obbligatorie al contrario del rispetto delle norme che regolano la collaborazione all’interno della comunità e del principio fondamentale del copyleft che si traduce in un’inclusione selettiva di contenuti compatibili con le licenze adottate, come i contenuti di pubblico dominio10, ed un continuo controllo, segnalazione e rimozione delle violazioni del copyright all’interno delle sue voci.

Con la crescita nella consultazione e l’aumento dell’estensione di Wikipedia, diffusasi nelle diverse versioni in lingua a partire dall’originaria versione in lingua inglese, tutt’oggi la più attiva, è aumentato anche l’interesse degli studiosi che hanno dedicato al modello wiki in generale e a Wikipedia in particolare saggi ed articoli scientifici11 inizialmente limitati agli aspetti più informatici e tecnici per poi integrare recentemente anche le scienze sociali, spesso riallacciandosi agli studi sul software libero / open source su cui esiste una più vasta letteratura anche in lingua italiana. Intendo con questo breve lavoro introdurre il più agilmente possibile il modello di sviluppo collaborativo di Wikipedia, le sue pratiche e le sue consuetudini appoggiandomi alla nascente letteratura in tema, principalmente in lingua inglese, ed integrandone la prospettiva con un’osservazione partecipata della comunità in lingua italiana.

Per aiutare a comprendere le origini della cultura di condivisione che anima la comunità dei wikipediani, storicizzarne gli strumenti e capirne l’infrastruttura tecnica, introdurrò nel primo capitolo la storia delle reti informatiche a lunga distanza e la nascita del Web che ha gettato un ponte fra queste e l’ipertesto, passando poi ai wiki. Nel secondo capitolo parlerò più in dettaglio delle licenze copyleft utilizzate in Wikipedia spiegando l’organizzazione dei contenuti nel software MediaWiki, in particolare nei progetti Wikimedia, e alcune interessanti prospettive di sviluppo. Il terzo capitolo sarà dedicato alla comunità wikipediana e alle sue pratiche, con particolare attenzione al progetto in lingua italiana, mentre il quarto capitolo concluderà il lavoro tracciando più marcatamente quella contiguità con il movimento per il software libero già accennata e sottolineando il delicato equilibrio fra il progetto di un’enciclopedia totalmente decentrata nella produzione e nella distribuzione nell’idea di Stallman e la realizzazione, più centralistica, di Wikipedia12.


Note

  1. Cfr. la voce enciclopedia sulla versione online del dizionario De Mauro, <http://www.demauroparavia.it/38821>.
  2. «’enkyklios’, ciclico, circolare, e ’paidéia’, educazione, disciplina» [ibid.].
  3. Gli esempi citati sono Terenzio Varrone, Disciplinarium libri, 116-27 a.C.; Plinio il Vecchio, Naturalis historia [ibid.].
  4. Konversations-Lexikon ora Brockhaus Enzyklopädie. Cfr. anche <w:en:Brockhaus_Enzyklopädie>.
  5. Per approfondire la storia dell'Enciclopedia italiana, cfr. Gabriele Turi, Il mecenate, il filosofo e il gesuita. L’«Enciclopedia italiana» specchio della nazione, Bologna 2002, ISBN 88-15-08767-2.
  6. Cfr. <http://www.wikipedia.org>.
  7. Ad es. Intellipedia, predisposto dall'intelligence statunitense, è un wiki che contempla livelli di autorizzazione per i collaboratori e assegnazione di livelli di segretezza ai documenti, precauzioni assenti in Wikipedia, che al contrario permette anche lettura e modifiche anonime. Cfr. §1.3.2.
  8. Tradotte come Licenza Pubblica Generica GNU e Licenza per Documentazione Libera GNU. Cfr.<http://www.gnu.org/licenses/licenses.it.html>.
  9. Dati reperiti su <http://stats.wikimedia.org/EN/TablesWikipediaZZ.htm > (voci con più di 200 caratteri) e < http://commons.wikimedia.org/wiki/Special:Statistics >, 2006-12. I dati sui file multimediali si riferiscono al solo archivio interprogetto Wikimedia Commons [infra §2.3.3]. Per i dati sulla consultazione di Wikipedia cfr. il §2.
  10. In cui il copyright è scaduto o su cui l’autore o l’editore non si riservano i diritti esclusivi.
  11. Rassegne dei testi scientifici e degli articoli su Wikipedia sono su
  12. Ho omesso quando non strettamente necessario i riferimenti interni ai paragrafi che trattano gli argomenti accennati, facilmente rintracciabili dall’indice generale.