L'uomo delinquente/Parte settima/V

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Capitolo V. Isterismo

L'uomo delinquente/Parte settima/IV L'uomo delinquente/Parte settima/VI IncludiIntestazione 12 maggio 2012 75% Criminologia

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1. Caratteri fisici e psichici. - 2. Scritti. - Anomalie intellettuali. - 3. Delitti caratteristici.


L’isterismo è una malattia parallela all’epilessia di cui parrebbe una forma attenuata accessuale, più particolare delle donne, le quali danno a questa malattia un contingente venti volte maggiore che gli uomini. Tra le cause più importanti vi sono: le influenze morali: le emozioni, la paura, i mali trattamenti, cioè i così detti traumi o colpi psichici, le pratiche religiose esagerate, i racconti di fiabe spaventose, le pratiche ipnotiche e la imitazione, che diede origine a epidemie di isterismo dal secolo XV al secolo XVIII. I traumi, le malattie (tifo, pneumonite, meningite, scarlattina e soprattutto malattie degli organi genitali e gli eccessi fisici e intellettuali e venerei). Le intossicazioni (piombo, alcool, mercurio; solfuro di carbonio, tabacco, morfina) e le autointossicazioni. L’eredità da parenti nevrotici, alcoolisti, epilettici. L’isterismo presenta una enorme varietà di aspetti, potendo assumere le forme di tutte le malattie, ma ha proprii caratteri fisici e psichici.

1. Caratteri fisici. — Sono molto più scarsi che negli epilettici. I caratteri più comuni sono: occhio timido e obliquo, piccolo; volto pallido, allungato; denti accavallati, o rachitici; movimenti scomposti della faccia e delle mani, asimmetria facciale; capelli - neri.
Caratteri funzionali. — Sono molto importanti. Nel ricambio noi abbiamo l’inversione della formula dei fosfati nell’urina per l’aumento dei terrosi, la diminuzione dell’urea. Nelle sensibilità è caratteristica la sensibilità speciale ad alcuni metalli, calamita, rame, ferro, oro; la facile ipnosi; la sensazione di bolo (sensazione di avere un corpo estraneo) nella faringe o nell’esofago; nevralgie, emianestesie, anestesie, paresi laterali, emianopsie, iperestesie nelle regioni ovariche, nei capezzoli, nei bulbi oculari, e il fenomeno del transfert, cioè del passaggio di queste anomalie da una parte all’altra del corpo sotto l’azione dei metalli o del magnete, o la scomparsa dei sintomi con questi stessi metalli o colla compressione delle zone isterogene. Le anestesie o ipoestesie costituiscono il fenomeno forse più frequente e importante degli isterici; la perdita completa o parziale cioè della sensibilità dolorifica in alcune parti del corpo senza che spesso sia perduta quella tattile. Anche i muscoli possono essere analgesici senza che con questo venga perduta la potenza contrattiva. A volte invece si ha la perdita del senso muscolare, per cui l’ammalato non sa più in che condizione si trovi, né sa contrarre i muscoli, o ha il potere di provocare contrazioni solo se è aiutato dalla vista. Inoltre l’isteria può interessare le articolazioni e permettere violente torsioni delle articolazioni senza provocar dolore. Caratteristico è poi l’esistere in essi di zone isterogene per lo più anestesiche, ma qualche volta iperestesiche, toccate le quali si provoca un attacco di isterismo. Sono regioni varie di numero, della grossezza di una moneta la cui pressione, se leggera provoca un parossismo (accesso isterico), se forte lo arresta (azione inibitrice frenatrice).
Caratteri psichici. — Sono ancora più interessanti e caratteristici che i fisici. Vi è anzitutto una grande irritabilità ed eccitabilità riflessa, che rendono estremamente instabile, e variabile il loro temperamento, e i loro affetti — essi passano con estrema facilità dal riso al pianto, dall’amore all’odio, dalla passione al disgusto. Essi hanno per di più la esagerazione della propria personalità, il bisogno di richiamar l’attenzione altrui su sé stessi, simulando mali, avvelenamenti, furti, di cui accusano altri.

2. Menzogna. False denunce. — Un altro carattere proprio delle isteriche è il loro bisogno di fingere, di simulare; esse simulano il suicidio, simulano malattie, simulano le lettere che scrivono mandandole anonime. Parecchie danno denunce false di furti. contro servi, solo per poter godere della loro disgrazia, farli mettere in carcere, per odio o per vanità femminile. Molte volte la calunnia non ha alcuna ragione, è l’amore del male pel male, ma è di solito così ben architettata da possederle tutte. La calunnia più frequente è di essere state vittime dell’amore di un uomo. Sono moltissime che hanno accusato il padre, il fratello, e soprattutto il prete ed il medico, di attentati al pudore affatto fantastici. Per io più sono le accuse si strane che non sono credute, ma purtroppo qualche volta trionfano. Il mezzo più comune per partecipare queste menzogne sono le lettere anonime. Una ragazza di 25 anni Ii buona famiglia perseguitava un onesto prete con biglietti erotici come questo: « Mio amato, dove sei? Dove ti trovi? Niuno ci conosce » e segnava « Laura che ti bacia con baci ardenti ». Poco dopo intentò contro di lui accusa di corruzione. Un’altra di 18 anni dichiara al Procuratore del Re di essere vittima di numerosi scempi commessi da preti ed accusa una cugina di avervi tenuto mano: ne dà i dettagli più minuti, dice come, essendo a pregare una sera, l’abate R... le si fosse presentato, le proponesse di passare dalla sacrestia, indi di venire in Spagna con lui, come ella avesse resistito, e come il povero prete per indurla vieppiù si colpisse con uno stile in due parti, come essa fosse svenuta e svegliandosi si fosse trovata col prete ai piedi che le chiede un perdono che gli è rifiutato, ecc., ecc.; cose tutte completamente false. Ella racconta poi che la cugina la conduce in un convento, ove le suore l’abbandonano tutta la notte ad un prete, e mille altre accuse false di questo genere. Un esame medico, che avrebbe dovuto precedere ogni altra indagine, dimostrò la sua verginità e l’isterismo. Il generale D.M. aveva, una ragazza di 16 anni di nome Maria. Un bel giorno la ragazza si lagnò col padre che il tenente P., messole vicino a tavola, le aveva tenuto un discorso poco corretto. Dopo di allora una pioggia di lettere cadeva in quella casa: lettere di dichiarazione di amore per la madre, di minaccia per la figlia, che si riconoscono poi essere state scritte dalla figlia stessa. Questo di scrivere le lettere anonime è così comune fra le isteriche, che lo si può elevare a carattere patognomonico. Carattere quasi patognomonico di queste donne è l’erotismo; esso si esplica con allucinazioni di amore, con incubi di amore preceduti da aure epigastriche; l’erotismo è spesso così impulsivo che le isteriche si danno anche senza amore, per spirito di avventura, per bisogno di emozioni impreviste o per lampi di passione. Tutta la criminalità dell’isterica si svolge intorno alle funzioni sessuali. Su 21 calunniatrici, 9 accusavano stupri immaginari, 4 violenza dei-mariti e fra le altre una, violenze sessuali contro natura. Le denunzie di stupri fatte dalle minorenni, quasi tutte si fanno con modi e dettagli erotici che repugnerebbero ad adulti. Tipico è il fatto della Z..., donna ventenne, con note ereditarie malvagie, padre beone, sorella manutengola, madre trovatella e poco morale. Fin dalle prime scuole essa è il supplizio delle condiscepole. Precoce nelle tendenze sessuali, è prostituta prima che donna (a 14 anni). Messa in un magazzino a 14 anni vi commise atti di libidine, litigava, tormentava tutti. Andata al servizio, ruba e calunnia di furto le compagne, calunnia di adulterio il padrone; tenta di avvelenare un altro padrone che l’ha beneficiata, poi si dà ad atti di vera pazzia, taglia i campanelli, insudicia di proprie feci le stanze per incolparne la padrona, ruba alimenti e ritratti e mentisce così bene da far credere ad un equivoco. Stringe amicizia con una donna equivoca e bella, poi la calunnia con odio sproporzionato all’invidia che può destarle. Si dà ad un vecchio padrone, lo deruba, tanto che egli la licenzia. Torna in casa, lo strangola, ruba il portafoglio e alle Assise mente sfacciatamente, benché abbiano trovato addosso a lei la refurtiva, e accusa con tanta forza uno che ha avuto il solo torto di non voler essere suo amante e di esserlo dell’amica... che tutti le prestan fede.
Fughe. — Un altro carattere simile all’epilettico sono le fughe, i viaggi più strani, in parte incoscienti in parte no. S’allontanano dalla casa per tre o quattro giorni, qualche volta prostituendosi, altre volte solo vagabondando, e rientrano senza dir nulla o vantandosene.
Furto. — Un reato frequente è il furto. Su 83 isteriche lo trovai ben 17 volte, e in maggiori proporzioni Legrand de Saulle. Il furto nei grandi magazzini è quasi sempre commesso da isteriche.

3. Assassini. — Più raro, ma qualche volta esiste l’impulso omicida. Anche in questi casi l’omicidio non è mai scompagnato da calunnia, menzogne, complicazioni. Più frequente è però l’avvelenamento, i falsi, i furti, le appropriazioni indebite.
Sante e virtuose. — D’altro lato vi hanno le sante, le estatiche, le digiunatrici, come la Koerl, la Luigia Lateau, e ve n’hanno di geniali.
Attacchi isterici. — Questi malati vanno soggetti ad attacchi isterici assai simiglianti a quelli epilettici. Ne sono state distinte due varietà principali. Un piccolo isterismo caratterizzato:
*da spasmi isterici, contratture isteriche, paralisi isteriche, tetania, isteria atassica, asma, tosse, sbadiglio, singhiozzo spasmodico, isterico passeggero;

  • da allucinazioni isteriche, gastralgie isterich, isteralgie, vaginismo isterico;
  • da apparenti alterazioni organiche, dermografie, edema, alterazioni cutanee, cancrene, ecchimosi, emorragie, atrofie muscolari, diminuzione della tensione elettrica del corpo, anoressia, vomito, diarree, poliuria, iscuria, caduta dei denti; il tutto isterico, che viene senza causa e va senza lasciar traccia;
  • da apparente nevrosi, attacchi demoniaci, sonno isterico, attacco catalettico, delirio isterico, sonnambulismo; automatismo ambulatorio, mutismo isterico, pazzia isterica.

Abbiamo poi un grande isterismo in cui avviene un succedersi tipico e relativamente costante di fenomeni, distinto in quattro periodi. Vi è anzitutto un periodo prodromico, caratterizzato da disturbi di senso, formicolii, pizzicori, vampe di calore, ecc. e da disturbi psichici, deliri, allucinazioni. Poi si ha un periodo di convulsioni epilettoidi, toniche, cloniche e tetaniche; il secondo periodo delle attitudini strane, nelle più bizzarre contorsioni del corpo ad archi di cerchio, ecc., e dei grandi movimenti in avanti e indietro delle gambe, associati a grandi grida; il terzo periodo degli atteggiamenti appassionati e delle pose plastiche in cui i malati sono come statue con le più vive espressioni di gioia., di tristezza, di rabbia, erotiche e mistiche; finalmente il periodo del delirio melanconico, allucinatorio, ecc. Analogie coll’epilessia. — Moltissimi sono dunque i caratteri degenerativi che legano l’isterismo all’epilessia. Le analogie nella convulsione sono così complete da non potersi distinguere se non in presenza delle zone isterogene, specialmente all’ovaio, la cui pressione può anche giovare a far passare l’attacco. Se mancano molti dei caratteri degenerativi degli epilettici, vi abbiamo completi i sensori e, se abbiamo un maggior numero di guarigioni, ne abbiamo di inguaribili, fra quelli soprattutto in cui la malattia cominciò nell’infanzia, e questi corrispondono anche fisionomicamente agli epilettici. In ambedue abbiamo intermittenze e remittenze che durano anche anni, e forme larvate in cui l’isterismo si esplica solo colla malvagità, colla tendenza all’ozio, alla calunnia, alla truffa, al suicidio, all’esagerata vanità, ai viaggi continui. Eziologicamente il rapporto cogli epilettici e cogli alcoolisti è sicuro, così come è sicuro il rapporto col delinquente-nato, col pazzo morale, col fanciullo, per es. nella grande mobilità dei sintomi, nel bisogno di traslocarsi, nel bisogno del male pel male, della bugia per la bugia, nell’irascibilità senza causa. Anche la specialità di scrivere lettere anonime si riscontra parecchie volte negli epilettici ed io trovai dei pazzi morali che dirigono a sé stessi delle lettere galanti. Anche la variazione del carattere isterico è simile all’epilettico, così come la tendenza ad associarsi. Gli isterici, pur odiandosi e bisticciandosi, tendono ad avvicinarsi l’un l’altro, ed in ambedue notasi la doppia personalità, che giunse in alcune isteriche anzi ad una vera seconda vita, e la persistente e intermittente pietosità che fa delle volte degli uni e degli altri dei veri santi; e la megalomania per cui devono far matrimoni ricchi, divenir ministri, ecc. Quello che però distingue l’isterico da tutte le altre forme di pazzia e anche dall’epilessia si è l’intensità e il successo della calunnia, il che si spiega per la minor attitudine delle femmine, anche delle male femmine, sesso in cui più prevalgono le isteriche, ai reati di violenza, per cui la tendenza al male si esplica e si perfeziona più in quell’indirizzo, e colla trasformazione che avviene in esse più che in tutti gli altri dell’idea in azione per l’autosuggestione che trasforma, incarna un concetto, come se fosse un’azione (Vedi Lombroso, Studi suU’ipnotismo). Esse, come l’ipnotizzato suggestionato, professano e proclamano il falso colla stessa intensità con cui l’onesto il vero, perché a poco a poco essi sentono come cosa vera quella che non è: sono convinte, conquistate dalla propria menzogna, che ad esse si presenta forse con una evidenza maggiore più che se non fosse tale — per quella specie di esaltamento che subisce il suggestionato nello stadio ipnotico, — che lo investe della parte suggerita con vera prepotenza. E questa ci insegna a sua volta i pericoli e i danni delle suggestioni ipnotiche — danni diretti pei reati che possono eseguirsi con una completa impunità, — ed indiretti perché producendo un isterismo momentaneo in un individuo sano, lo rendono perciò un pazzo morale temporaneo, che più tardi si può perpetuare.