La Cicceide legittima/II/LXXIX

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Sonetti

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II - LXXVIII II - LXXX
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L'Autore, morto D. Ciccio, non vuol più poetar di lui.
Al Sig. Domenico Bartoli.

lxxix.

SIgnor, D. Ciccio è morto, ed io se vivo,
     Da sì grave cordoglio il core oppresso,
     Egli è grazia del Cielo; e ti confesso
     4Ch’a suo puro miracolo l'ascrivo.
Ma pur pallido, muto, e quasi privo
     Di sentimento, ahi non son più quel desso,
     E’l legno appeso a un funeral Cipresso,
     8Più de’ gran gesti suoi non canto, o scrivo:
Che s’egli è gito a rìposar con D....
     Tu rimaner non dei maravigliato,
     11Se 'l canto arresto, e mi riposo anch’io:
E quando il fiato estremo egli ha spirato,
     Stupir non dei, se parimente il mio
     14Trombon C...atorio ha perso il fiato.