La Cicceide legittima/II/LXXVII

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Sonetti

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II - LXXVI II - LXXVIII
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Contro i Detrattori della Cicceide.
Al Sig. Conte Marcello Masdoni.

lxxvii.

COnte, la mia Cicceide è diventata
     D’ogni lingua satirica il bersaglio;
     Chi battezza l’Autor per un sonaglio,
     4Chi l’opra per insipida, e snervata.
Chi le scaglia per fianco una sassata:
     Chi la tira di punta, e chi di taglio,
     Ed io per me medesimo non voglio
     8Da tanti colpi a renderla guardata.
V’ha certi Spirti poi delicatuzzi,
     Che, quali ella spirasse aure letali,
     11Increspano in vederla i nasi aguzzi;
E pur, perchè non esca, e non esali
     Da qualunque sua parte odor, che puzzi,
     14Io mi studiai d’aspergerla di Sali.