La Cortigiana (1525)/Atto primo/Scena ventiquattresima

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Atto primo
Scena ventiquattresima

../../Atto primo/Scena ventitreesima ../../Atto secondo IncludiIntestazione 30 maggio 2008 75% Teatro

Atto primo - Scena ventitreesima Atto secondo

Messer Maco e Maestro Andrea.

Maestro Andrea
Ben sia trovata la Signoria Vostra.
Messer Maco
Buona sera e buon anno. Io credeva aver perduto voi come el mio famiglio.
Maestro Andrea
Gli è meglio perdermi che smarirme. Or ecco el libro; andiamo dentro ch’io vi legerò una lezioncina dolce dolce per la prima volta.
Messer Maco
Deh, maestro, fatemi questa grazia; ’nsegnatemi qualche cortigianeria ora.
Maestro Andrea
Voluntieri. Aprite gli occhi ben ben perché le prime e principal cose a essere buon cortigiano son queste: saper biastemare et essere eretico.
Messer Maco
Cotesto non voglio io fare perché andarei in l’inferno e mal per me.
Maestro Andrea
Come in l’inferno? Non sapeti voi ch’a Roma non è peccato a rompersi il collo nella Quaresima?
Messer Maco
Signor sí.
Maestro Andrea
Messer no; e sapiate che tutti quelli che vengono a Roma, subito che sono in Corte, per parere d’essere pratichi, non andarebbeno mai a Messa per tutto l’oro del mondo e poi non parlarebbono mai, che la Vergine e la Sagrata non gli fussi in bocca.
Messer Maco
Adonque io biastemerò: ’la potta da Modena!’, n’è vero?
Maestro Andrea
Signor sí.
Messer Maco
Ma come se doventa eretico? Questo è il caso.
Maestro Andrea
Quando un vi dicessi: ’Gli struzzi son camelli’, dite: ’Io no ’l credo’.
Messer Maco
Io no ’l credo.
Maestro Andrea
E chi vi dessi ad intendere che i preti abbino una discrezione al mondo, fativene beffe.
Messer Maco
Io me ne fo beffe.
Maestro Andrea
E se alcun vi dicessi ch’a Roma c’è conscienzia niuna, ridètivene.
Messer Maco
Ah, ah, ah!
Maestro Andrea
Insomma, se voi sentite mai dire bene de la Corte di Roma, dite a colui che non dice el vero.
Messer Maco
Non sarà meglio a dire: ’Voi mentite per la gola ?
Maestro Andrea
Madesí, serà piú facile e piú breve. Or questo basti quanto alla prima parte. Vi insignerò poi el Barco, la Botte di termine, il Coliseo, gli archi, Testaccio e mille belle cose che un cieco pagaría un occhio per vederle.
Messer Maco
Che cosa è il Coliseo? Ègli dolce o agro?
Maestro Andrea
La più dolce cosa di Roma e piú stimata da ognuno, perché è antico.
Messer Maco
Gli archi gli cognosco per cronica e gli ho veduti per lettera su la Bibbia, cosí l’anticaglie. Ma le debbono essere tutte grotte, l’anticaglie?
Maestro Andrea
Qual sí e qual no. E come sapete queste cose, pigliarete pratica con Magistro Pasquino. Ma vi sarà gran fatica a imparare la natura di Maestro Pasquino, il qual ha una lingua che taglia.
Messer Maco
Che arte fa egli, questo Maestro Pasquino?
Maestro Andrea
Poeta di porco in la ribecca
Messer Maco
Come, poeta? Io gli so tutti a mente i poeti, e anch’io son poeta!
Maestro Andrea
Certo?
Messer Maco
Chiaro! Ascoltate questo epigramma ch’io ho fatto in mia laude.
Maestro Andrea
Dite.
Messer Maco

Si deus est animas prima cupientibus artem
Silvestrem tenui noli gaudere malorum
Hanc tua Penelope nimium ne crede colori
Titire tu patule numerum sine viribus uxor,

Maestro Andrea
O che stile! Misericordia!
Messer Maco

Mortem repentina pleno semel orbe cohissent
Tres sumus in bello, vaccinia nigra leguntur
O formose puer, musam meditaris avena
Dic mihi Dameta recumbens sub tegmine fagi.

Maestro Andrea
O che vena da pazzo!
Messer Maco
Son io dotto, maestro?
Maestro Andrea
Piú che l’usura, che insegna a leggere ai pegni. Or be’, io son ricco se voi me date de queste musiche. Le farò stampare da Ludovico Vicintino e da Lautizio da Perugia, e eccomi un re. Ma da che avete perduto el paggio, bisogna trovarne un altro perché voglio che voi v’inamorate.
Messer Maco
Io son inamorato d’una signora e son ricco, e ciò che voi vorrete farò.
Maestro Andrea
Poiché sète ricco torrete casa, farete veste, comprarete cavalcature, faremo banchetti a vigne, in maschera. Ite pur, magnifico messer mio. Ah, ah, ah, ah!