La Torre del Duomo di Teramo/Presentazione/Il Sindaco di Teramo

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Il Sindaco di Teramo

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Presentazione - Il Vescovo di Teramo-Atri Premessa


La Torre campanaria del Duomo di Teramo è probabilmente il simbolo più rappresentativo della città. Imponente ed austera, essa svetta ancora oggi al di sopra di ogni altra costruzione cittadina, e non è una esagerazione dettata dal sentimento se diciamo che, a modo suo, custodisce Teramo, carica com’è di storia e bellezza. Assieme alla Cattedrale, essa è il monumento per eccellenza, l'opera architettonica di maggior valore artistico e storico di una città che può vantarne altri ma che, pure, deve dolersi per aver troppe volte cancellato costruzioni che avrebbero meritato maggiore tutela. All’ombra della Torre, sono passate le innumerevoli vicende della città; quelle che hanno segnato il cammino di tutti, tracciando un percorso comune e condiviso; ma anche quelle per così dire private, dei tantissimi che hanno avuto il privilegio di nascere ed operare in un angolo d’Abruzzo peculiare quale è questa città, e che a quell’imponente campanile hanno guardato con rispetto e una sorta di indefinibile affidamento. Il libro di Fabrizio Primoli è, perciò, innanzitutto un omaggio appassionato a Teramo; è una fotografia che coglie un panorama in altri modi non leggibile, grazie ad un grandangolo davvero speciale. Un panorama, ovviamente, modulato sul tempo e non sullo spazio. Le pagine, fedeli a questo compito, scorrono e regalano al lettore una quantità di informazioni, sulle quali si costruisce la consapevolezza sempre più solida, dell’importanza, della bellezza, della funzionalità e perfino – perché no!? - della superbia, de “La Torre de lu Ddome”. La ricostruzione è esemplare. Con l’autore, ripercorriamo non solo le vicende che ne hanno accompagnato edificazione e sviluppo, ma entriamo dentro il monumento, arrampicandoci su per le scale fino alla sommità, fino al punto più alto della città. E’ una scoperta affascinante. Storia, tradizione, arte, si combinano con lo svelarsi di segreti gelosamente custoditi tra quelle pietre; si rivelano così ambienti insospettati, vengono alla luce caratteristiche costruttive non note e la curiosità si alterna al piacere della conoscenza. Così il libro di Fabrizio Primoli è al tempo stesso un prezioso documento scientifico e un intenso atto d’affetto verso la città. Lo cogliamo così, grati per averci finalmente fatto aprire gli occhi dinanzi al monumento cui ogni giorno passiamo a fianco distrattamente e riconoscenti per l’esemplare testimonianza che la realizzazione dell’opera porta con sé.

Giovanni Chiodi, Sindaco di Teramo (2004-2008)