La cattedrale e il bazaar/Letture consigliate

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Letture consigliate

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Eric Steven Raymond - La cattedrale e il bazaar (1997)
Traduzione dall'inglese di Bernardo Parrella (1999)
Letture consigliate
Ringraziamenti Epilogo: Netscape si unisce al bazaar!


  • Ho citato diversi passaggi dal classico di Frederick P. Brooks “The Mythical Man-Month” perché, in molti sensi, le sue introspezioni meritano ulteriori riflessioni. Raccomando di cuore l’edizione pubblicata in occasione del 25° Anniversario da Addison-Wesley (ISBN 0-201-83595-9), che contiene anche il suo saggio del 1986 “No Silver Bullet”.
    Questa nuova edizione contiene un’importante retrospettiva dei 20 anni successivi in cui Brooks ammette schiettamente come alcuni giudizi espressi nel testo originale non abbiano sostenuto la prova del tempo. Ho letto la retrospettiva dopo aver sostanzialmente completato questo scritto, e sono rimasto sorpreso nello scoprire che Brooks attribuisse pratiche da quasi-bazaar a Microsoft! (In realtà, però, si è poi visto come tale attribuzione fosse erronea. Nel 1998 abbiamo appreso dagli Halloween Documents come la comunità interna dei programmatori di Microsoft risulti pesantemente balcanizzata, senz’alcuna possibilità per quel tipo di accesso generale ai sorgenti tipico dello stile bazaar).
  • “The Psychology Of Computer Programming” di Gerald M. Weinberg (New York, Van Nostrand Reinhold 1971) presenta il concetto, malamente etichettato, di “programmazione senza ego.” Pur essendo l’autore nient’affatto tra i primi a rendersi conto della futilità del “principio del comando”, probabilmente fu il primo a riconoscere e sostenere tale punto in particolare connessione con lo sviluppo del software.
  • Richard P. Gabriel, occupandosi della cultura Unix dell’era pre-Linux, sosteneva con riluttanza la superiorità di un modello quasi-bazaar nel suo saggio del 1989: “Lisp: Good News, Bad News, and How To Win Big”. Anche se per molti versi un po’ datato, il testo è ancora giustamente celebrato dai fan del Lisp (incluso il sottoscritto). Qualcuno mi ha ricordato che la sezione intitolata “Worse Is Better” si propone quasi come un’anticipazione di Linux. L’articolo è disponibile sul World Wide Web:

http://www.naggum.no/worse-is-better.html.

  • “Peopleware: Productive Projects and Teams” di De Marco e Lister (New York; Dorset House, 1987; ISBN 0-932633-05-6) è una gemma sottovalutata che mi ha fatto piacere veder citata nella retrospettiva di Fred Brooks. Anche se poco di quanto scrivono gli autori può applicarsi direttamente alle comunità Linux o open source, le loro riflessioni sulle condizioni necessarie per un lavoro creativo sono acute e valide per chiunque volesse provare ad applicare alcune delle virtù del modello bazaar in un contesto commerciale.
  • Devo infine ammettere d’aver inizialmente intitolato questo scritto “La cattedrale e l’agorà”, essendo quest’ultimo il termine greco per indicare un mercato all’aperto o un luogo d’incontro pubblico. Ciò per l’influenza dei saggi embrionali di Mark Miller e Eric Drexler “Agoric systems” in cui venivano descritte le proprietà emergenti dell’ecologia computazionale di tipo quasi-commerciale. Tali scritti mi hanno preparato a riflettere con chiarezza sugli analoghi fenomeni nell’ambito della cultura open source quando Linux mi ci ha fatto sbattere il muso cinque anni dopo. Questi scritti sono reperibili sul Web: http://www.agorics.com/agorpapers.html.