La navigazione di San Brandano/XXXVII

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Capitolo XXXVII

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Anonimo - La navigazione di San Brandano (X secolo)
Traduzione dal latino di Anonimo (XV secolo)
Capitolo XXXVII
XXXVI
COME I FRATI TRUOVANO UN FIUME AMPIO
E GRANDE E PARTIVA QUESTA ISOLA PER MEZZO


E andando noi via per questa isola e per questa riviera noi trovamo un gran fiume el quale partiva questa [iso]la per mezzo e non vi pareva essere niuno ponte, allora San Brandano si volge ai frati e disse così: "O frati miei, questo fiume è sì grande per ampiezza che noi no ’l potremo passare, e p[er]ché parte direttamente questa isola per mezzo noi non potremo più cercare questi luoghi né non potiamo ben sapere come [que]sta isola è grande, e poi non vuole Iddio che noi sappiamo delle cose di là in quella parte; ma noi abbiamo ben tante cose [ved]ute e toccate che cci basta".

E dette ch’egli ebbe queste parole e’ venne loro incontro un bel giovane adorno e piacevole e veniva cantando una canzona molto dolcemente e soave, [e'] salutòci molto cortesemente e sì ssi abraciò e dièci la pace con gran divozione e allegrezza chiamandoci tutti per nome così dimesticamente com’elli fosse stato con esso noi sempremai; e poi disse questo verso del Saltero: Beati omnes qui habitant in [domo] tua, qui in secula seculorum laudabunt te; et exulta et lauda habitatio Syon, [quia] in medio [tui sanctus] Israel.

Ancora disse così a San Brandano: "Amico di Dio e suo servo, questa si è quella preziosa terra la quale voi siete andato cercando molto tempo di dì e di notte e avete sofferto gran fatica e passione e gran paure, ma pe lla grazia di Dio voi siete fuori di questi pericoli e siete stati pro’ e valenti e fermi nella fede a venire di qua e compiere lo vostro intendimento, e ’l signore Iddio sì v’à assai bene fornito e fatto vi à piacere. Ma la cagione perché voi no ’l potesti così tosto trovare si fu perché vi volle prima mostrare delle cose segrete le quali egli à fatte per sua possanza in terra e in mare, e quelle che voi avete vedute si è men che niente a rispetto di quelle che voi a[ve]te lasciate. Ora partitevi e tornate indietro co lla vostra navicella e and[ate] pe lla terra onde voi vi partisti e i[vi] compierete la vostra penitenzia allo onore di Iesù Cristo ed egli vi [me]riterà di tornare al vostro luogo, a Dio piace e a quelli del vostro munistero, e all’altra gente sarà consolazione dell’anima e del corpo. E delle cose di questa isola toglietene quante voi volete che ssarà testimonio del vostro viaggio e delle cose che voi direte che avete vedute [...] per grazia di Dio in vostra vita la terra di promessione de’ santi e in quello [Paradiso] prezioso che Iddio piantò in terra nel cominciamento del mondo quando si misse a creare lo mondo e quell’orto delle dilizie lo quale e’ diede a guardare [a] Adamo primo uomo; e quando egli l’ebbe messo dentro, egli disse che godesse a tutta sua volontà ogni cosa accetto d’uno albero che Iddio voleva per sé. E in quel dì medesimo che fu messo dentro e fatto lo comandamento, e’ in quel dì ruppe la ubidienza e ’l comandamento di [Di]o, e inanzi volle ubidire al priego di madonna Eva la quale la ’ngannò, che non volle ubidire al comandamento di Dio che ll’avea creato e fatto alla sua similitudine e avevalo fatto signore di cotanti beni, ed egli ebbe maggiore paura d’offendere Eva che Iddio, ben è vero ch’ella lo ’ngannò maliziosamente, ond’egli non vi stette se non dalla mattina infino a nona. Lo signore Iddio che sapeva lo suo fallo e llo suo peccato venne a llui e ripiglialo del fallo ch’egli aveva fatto, Adamo si scusa e disse che lla colpa era della compagna che gli aveva data, onde, veggendo lo signore Iddio ch’elli aveva sì forte fallato e non si chiamava in colpa ma dava la colpa ad altri, allora sì gli cacciò ignudi am[en]due e diè loro adosso a ciascuno una pelliccia e poi gli fe comandamento che dovesse lavorare e vivere della sua fatica, e poi comandò a uno agnolo che guardasse questo luogo ed egli non vi tornasse dentro né altri vi possa entrare sanza sua [p]arola; e per questo modo fu poi sempre guardato, ond’è per ispezial grazia che Iddio v’à data che voi ci siete potuti venire e l’agnolo non ve l’à vietato.

"Io vi dico ch’egli è venuto lo dì della vostra peregrinazione, cioè che voi vi dovete partire di qua e tornare al vostro munistero e stare[te]vi tanto che Iddio vi chiamerà a sé. E queste [cose] sì ssi diranno dietro alla vostra fine per molta gente e sì sarà manifesta questa terra e queste cose. Questo gran fiume che voi vedete che parte questa isola per mezzo [...] si è molta preziosa. Questo luogo à questa natura e grazia che sempre sta abondevole e copiosa di tutti beni, e lla luce ch’è in questa isola si è [luce] di Cristo e nonn-è di sole né di luna e perciò non ci viene mai notte per niuno tempo". Poi disse: "Io sono uno de’ donzelli di Dio, e’ àmi mandato qua da voi a vedervi e che voi possiate vedermi me e che io parli con voi da sua parte". E quando ebbe dette queste parole e’ si partì che niuno no ’l vidde.

Allora San Brandano comanda a’ suoi frati che dovessono sicuramente cogliere de’ frutti di quella isola e togliessono di quelle pietre preziose e altre buone cose che v’erano assai. E’ frati così feciono e poi entrarono in nave e tuttavia era co lloro lo procuratore de’ poveri di Iesù Cristo; e al nome di Iesù Cristo cominciano a navicare inverso ponente, e in piccola ora e’ giunsono alla nuvola così grande ch’eglino avevano trovata prima e passarono per mezza entro la nuvola. E quando e’ ne furono fuori e’ vennono a una isola che ssi chiamava l’isola della delizie, e andarono per ispazio di tre dì, e quando e’ furono partiti d’indi egli ebbo[no] poi dì e notte com’è [d]a uso nel mondo; e stettono co ’l procuratore alquanti dì con molta consolazione, e poi si partirono al nome di Dio e di buona ventura tolsono commiato dal procuratore. E così si partirono da quel luogo.

La nave loro sempre ebbe buon vento e mai non ristettono d’andare e di fare el suo viaggio infino a tanto ch’ella [fu] giunta alla sua con[tra]da sempre andando sana e salva, e per questo modo San Brandano e ’ suoi frati tornorono in quattro dì a salvamento al suo munistero. E quando fu giunto alla riva del suo luogo e’ cominciano a cantare divotamente: Te Deum laudamus, e salmeggiando dissono: Ecce quam bonum et quam iocundum e Lauda Yerusalem Dominum e: Benedicite omnia opera e Benedictus Deus Dominus. E così cantando tutti quelli del munistero vennono a udire li cantatori ed e’ cognobbono l’abate loro e ’ suoi frati, e solemnemente e con grande riverenza e festa gli ricevettono; e l’abate diede la sua benedizione insieme co lla pace divotamente laudando e benedicendo lo nome del signore nostro Iesù Cristo in secula seculorum.


Amen, Deo gratias, finitus est, laus Domino nostro Iesu Cristo.