La vegetazione del parco urbano "Pineta" di Castel Fusano/La vegetazione - metodo

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La vegetazione - metodo

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Considerazioni sulla flora Descrizione delle associazioni presenti nelle tabelle


La seconda parte del nostro lavoro ha interessato lo studio della vegetazione del parco di Castel Fusano.

La conoscenza floristica acquisita in precedenza se è stata importante per poter proporre alcune analisi ecologiche, si è rivelata essenziale per accedere al successivo studio della vegetazione, di tipo quantitativo. Questo, basandosi sulla conoscenza delle specie, individua ed analizza le formazioni vegetali che esse caratterizzano.

Perlustrando il parco abbiamo individuato 15 associazioni vegetali per le quali, ultimata la determinazione della flora, abbiamo effettuato i rilevamenti fitosociologici.

Questi sono stati numerati in ordine progressivo e la dislocazione nel parco è stata riportata su una cartina 1:1.000.

Dopo aver scelto l'area da rilevare abbiamo stilato l'elenco di tutte le specie che vi si trovavano e della relativa forma biologica: successivamente sono state stimate, ad occhio, la copertura che ogni singola specie determinava sul terreno e la sociabilità con la quale gli individui della stessa specie si presentavano nell'area prescelta.

Per non perdere nessun tipo di informazione abbiamo suddiviso l'area, tutte le volte che è stato possibile, nei diversi strati vegetazionali con l'indicazione, per ciascuno, dell'altezza in metri.

Particolare attenzione si è avuta nel rilevare la presenza di PLANTULE quale indice di rinnovamento spontaneo della vegetazione.

Per riportare la stima di copertura sul foglio di rilevamento abbiamo utilizzato la scala - modificata dal professor Pignatti - che prevede 7 gradi così distinti:

  • r = specie rare, pochissimi individui con copertura trascurabile
  • + = copertura inferiore all'1%
  • 1 = copertura 1 - 20%
  • 2 = copertura 21 - 40%
  • 3 = copertura 41 - 60%
  • 4 = copertura 61 - 80%
  • 5 = copertura 81 - 100%

Questi indici sono stati messi vicino al nome della specie alla quale si riferivano. Accanto è stato indicato anche il valore di sociabilità.

La scale usata per questo nuovo dato è suddivisa in 5 gradi così ripartiti:

  • 1 = individui isolati
  • 2 = individui riuniti a gruppi
  • 3 = individui riuniti in piccole colonie
  • 4 = specie estese su più della metà della superficie rilevata
  • 5 = specie che formano popolamenti puri.

Le dimensioni delle superfici rilevate sono state, in alcuni casi, diverse dagli standard per le varie associazioni in quanto, per alcune di queste, l'estensione presente nel parco di Castel Fisano era troppo esigua.

Al termine del lavoro di campagna i rilievi che si riferivano ad un dato tipo di vegetazione sono stati ordinati in tabelle di associazione che risultavano essere:

  • Leccete e Pinete
  • Macchia
  • Boschetti umidi
  • Bosco di alloro
  • Radura tra la macchia
  • Tuberarieti
  • Cisteti
  • Prati
  • Prato umido a festuca
  • Piscine e zone umide
  • Dune
  • Sponde del canale
  • Canale (in acqua)
  • Spartitraffico
  • Bordi stradali
  • Lastroni di basalto (della Via Severiana)

Le tabelle che riguardano le Leccete e Pinete e la Macchia sono state a loro volta suddivise in tabelle più piccole che considerano le singole associazioni di Lecceta, Pineta, Leccete e Pinete miste, Macchia primaria e Macchia secondaria.

La costruzione delle tabelle è stata effettuata utilizzando il programma di tabellazione grafica Lotus 123.

L'elaborazione che si è potuta ottenere, usando questo programma, ci ha permesso di ordinare le specie in tabella secondo la massima presenza di queste nei rilievi dell'associazione.

A parità di presenza le specie che compaiono per prime sono quelle che hanno i valori di copertura più alti.

All'estremità destra della tabella, riferiti ad ogni specie, abbiamo introdotto i dati di presenza e di classe di presenza.

Le classi di presenza indicano la frequenza con la quale la specie si ritrova nei rilievi effettuati.

  • classe I - specie presenti in meno del 20% dei rilievi
  • classe II - specie presenti nel 20-40% dei rilievi
  • classe III - specie presenti nel 41-60% dei rilievi
  • classe IV - specie presenti nel 61-80% dei rilievi
  • classe V - specie presenti nell'81-100% dei rilievi.

Con lo stesso tipo di analisi è stato possibile fare il conteggio del numero di specie per ogni rilievo della tabella, del numero di specie presenti nella tabella, della ricchezza floristica (numero medio di specie per rilievo).

Per quasi tutte le tabelle, ad esclusione di quelle che non si prestavano a questo tipo di analisi per insufficienza di dati rilevati, abbiamo calcolato:

  • la combinazione specifica caratteristica
  • gli spettri biologici normali e reali
  • la struttura dell'associazione
  • il diagramma di costanza normale e corretto.

Con il programma Lotus 123 è stato possibile ordinare i dati in grafici esplicativi. La struttura dell'associazione è stata possibile renderla graficamente con il programma Quattro in quanto il suo menu prevede un grafico a istogrammi ruotati.

La combinazione specifica caratteristica serve per paragonare tra loro tabelle differenti.

Il paragone è possibile quando i dati vengono sintetizzati a due soli parametri: la lista delle specie e la loro frequenza.

La lista non è quella completa ma vi sono elencate solo le specie più frequenti, cioé quelle dominanti, che caratterizzano l'associazione.

La frequenza di una specie si determina dividendo il numero delle specie presenti nella tabella (a) per il numero dei rilievi della tabella (n):

frequenza = a / n

e questo valore è proprio quello che compare in tabella alla voce "Ricchezza floristica".

Gli spettri biologici servono a definire il tipo di struttura dell'associazione considerata.

Lo spettro biologico normale fornisce l'informazione sulla % di ogni singola forma biologica rispetto al totale della specie in tabella.

Per avere, invece, una visione più aderente al tipo di vegetazione presa in esame è stato calcolato anche lo spettro biologico reale che, oltre a tenere conto delle forme biologiche, considera anche quanto ognuna di queste ricopre il territorio.

In questo secondo caso abbiamo sommato per ogni forma biologica gli indici di ricoprimento di ogni rilievo della tabella.

Gli indici + ed r sono stati calcolati rispettivamente 0,1 e 0,01.

Struttura

Se lo spettro biologico fornisce già un'idea della struttura, questa è possibile valutarla anche graficamente - nella sua stratificazione verticale - costruendo diagrammi che mettono in relazione la percentuale di copertura di ciascun strato con la relativa altezza espressa in metri.

Ad ogni strato è stata assegnata una lettera che lo caratterizza:

A strato arboreo alto 15 - 20 m
B strato arboreo basso 5 - 14 m
C strato arbustivo alto 1,5 - 5 m
D strato arbustivo basso 0,5 - 1,5 m
E strato erbaceo altissimo 1,5 m (4 e 5 m per l'Erianthus ravennae)
F strato erbaceo alto 0,1 - 1 m
G strato erbaceo basso 0 - 0,5 m
M strato muscinale 0 m
L strato lianoso

Diagramma di costanza

Le specie che presentano frequenze simili sono state riunite in classi di presenza che, come già accennato, è un dato presente in tabella.

Questo valore può essere visualizzato, tramite degli istogrammi, nel diagramma di costanza.

Ai valori che ne risultano si apporta, però, una correzione perchè le classi minori (I e II) - dove, in genere, figurano le specie più rare e meno interessanti - si presentano troppo dilatate e non riescono a dare l'idea reale della distribuzione della vegetazione.

Nel diagramma di costanza corretto si riesce ad ottenere una più fedele valutazione della distribuzione delle specie nell'ambito di un'associazione sommando le presenze, per ogni rilievo, delle entità appartenenti alla stessa classe.