Lettere autografe edite ed inedite di Cristoforo Colombo/Altre lettere autografe di Cristoforo Colombo/Al dottor M. Nicolò Oderigo

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Al molto virtuoso signore
Il dottor messer Nicolò Oderigo
.


Virtuoso signore,

Quando io partii pel viaggio, dal quale io ritorno, vi parlai a lungo: credo di tutto questo abbiate serbato buona memoria. Credetti che arrivando, io troverei vostre lettere, e . . . . persona a voce. A quel tempo ancora diedi a Francesco di Rivarolo un libro di copie delle lettere, ed altro de’ miei privilegj in una sacca di cordovano colorato con la sua serratura di argento, e due lettere per l’Uffizio di S. Giorgio, al quale io assegnava il decimo delle mie entrate a sconto dei dazj del grano e delle altre grasce: di tutto questo non ho notizia veruna. Messer Francesco dice, che tutto giunse colà in salvo. Se così è, fu discortesia di cotesti Signori di S. Giorgio di non aver dato risposta: nè con ciò hanno accresciuta l’azienda: lo che dà cagione a dire, che chi serve il Comune non serve nessuno. Altro libro de’ miei privilegi, come il sopraddetto, diedi in Cadice a Franco Cattaneo latore di questa, perchè similmente ve lo mandasse; e l’uno e l’altro fossero posti in buon ricapito, dove a voi meglio piacesse. Sul mio partire, ricevei una lettera del Re e della Regina miei Signori: è scritta colà (nel libro de’ privilegj); vedetela, chè venne molto opportunamente: per altro Don Diego non fu posto in possesso, com’era stato promesso.

[p. 142 modifica]Nel tempo che io stava nelle Indie, scrissi alle Altezze Loro del mio viaggio per tre o quattro volte: una (lettera) ritornò alle mie mani; e così ve la mando acchiusa in questa, col supplimento del viaggio in altra lettera, acciocchè lo diate a messer Gian Luigi con l’altra di avviso; al quale scrivo che voi ne sarete il lettore e l’interpetre. Vorrei1 lettere ostensibili, e che parlino cautamente del proposito, nel quale ci trattenghiamo, lo giunsi qua molto infermo: nel tempo stesso mancò a Regina2 mia Signora (che è con Dio) senza vederla. Fino ad ora non posso dire, ove anderanno a parare i fatti miei: credo che Sua Altezza ci avrà provveduto bene nel suo testamento: e il Re mio Signore corrisponde assai bene. Franco Cattaneo vi dirà il resto diffusamente. Nostro Signore vi tenga nella sua guardia. Di Siviglia a’ 27 di decembre 1504.

L’Ammiraglio maggiore del mare Oceano
Vicerè e Governatore generale delle Indie ecc.


Note

  1. Ossia vorrebbe, riferendolo a messer Gianluigi.
  2. Isabella cessò di vivere in Medina del Campo a dì 29 del mese di novembre 1504, essendo ella in età di anni 53 e mesi 7.