Libro per la sera della domenica/L'ultimo sogno

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L'ultimo sogno

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Stazione sesta Castello in aria


per Alfredo Tusti

Io sono giunto alla città
nel mezzo del bosco.
Batto alla porta, nessuno domanda,
batto a tutte le porte
5della città muta; non odo
che fontane cantare
canzoni senza ritornelli
a la Monotonia.

Io grido: «non saprò
10domani tornare
per la stessa via!
Sono un fanciullo bianco
ed è fiorita per i miei capelli
una ghirlanda!
15Le mie piccole mani sono pure
come quelle dei santi di cera;
amo le creature
non so che una povera preghiera».

Le fontane cantano sempre
20nella città muta dei sogni.

Io mi allontano
e la mia veste bianca
se la dividono i rovi,
e la mia ghirlanda s’è mutata
25in una corona di spine,
le mie piccole mani sanguinano
senza fine
e l’anima è triste come
li occhi
30di un agnello che sia per morire.

E le fontane cantano
dietro le bianche porte.

Ah! sono io dunque colui
che non dormirà più
35che non sognerà più
fino alla morte?