Lirici marinisti/IV/D’incerto

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Anonimo

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IV - Aurelio Mancini IV - Martino Lunghi
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D’INCERTO


IL GELSOMINO TRA LE LABBRA

     Quasi in giardin di perle, a cui ridenti
fan due vaghi rubin mura pompose,
avea madonna un fior tra i bianchi denti,
che del latte del ciel Flora compose.
     Contendea il suo candor co’ gli ostri ardenti
de le labra bellissime di rose;
ridean queste arrossendo e piú lucenti
le sue fiamme scoprian dolci amorose.
     — Oh felice — diss’io, — s’entro a le porte
di quella sí gentil bocca fiorita
con la mia d’involarlo avessi in sorte;
     ché se, spiccando in paradiso ardita
la prima donna un frutto, ebbe la morte,
da un fior del paradiso i’ avrei la vita! —