Matematica allegra/9b

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Misurare è necessario
Per rimediare ai guai

../9a ../9c IncludiIntestazione 16 maggio 2008 75% Matematica

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I guai e le complicazioni dinanzi ai quali vi trovate quotidianamente voi, studenti delle Commerciali e degli Istituti Tecnici, alle prese con le yards, le chains, i gallons e così via, vi danno un’idea dei guai e delle complicazioni di cui vi ho già fatto cenno, nei quali, si trovavano i mercanti che dovevano trafficare fra un paese e l’altro della nostra bella Italia, o anche dell’Europa.

Sarebbe proprio da chiedersi perché non sia venuta in tanti anni a un uomo qualsiasi l’idea di farla finita con tutte quelle misure differenti... Intendiamoci! tale idea potrebbe anche essere nata a qualcuno, ma come fare a distrarre i popoli dalle loro fissazioni, dai loro pregiudizi, dalle loro suscettibilità?

Solo un avvenimento rivoluzionario avrebbe potuto metter mano a questo compito ch’era di rango inferiore (ma non poi tanto), poiché toccare certe cose era considerato contrario... all’ordine (o al disordine) costituito.

Fu infatti la rivoluzione francese del 1789, che osò mettervi mano: ed è, questo suo intervento, un suo grande titolo d'onore. Certo qualcuno fece presente all’Assemblea di Francia i gravi inconvenienti derivati dalla differenza dei sistemi di misura, e l’Assemblea deliberò senz’altro di sostituire ad essi. un unico sistema valido per tutti. Il 1° maggio 1790 venne proposto all’Assemblea stessa (dove indubbiamente sedevano i migliori uomini di Francia) di assumere come unità lineare, la lunghezza del pendolo che batte i secondi al livello del mare, ma questa proposta - che presentava qualche lato buono ma troppi inconvenienti - non fu accolta. Il grande fisico francese G. C. Borda propose invece di riferirsi a una misura derivata da un elemento geografico della terra, e si deliberò in questo senso.

Ciò stabilito, si invitarono i maggiori studiosi del momento a Parigi, perché si costituissero in Commissione, allo scopo di determinare la distanza, sul meridiano, fra il Polo Nord e l’Equatore, dalla quale poi dedurre, in un rapporto da precisare, l’attesa unità di misura. Naturalmente l’invito fu fatto ai Governi ch’erano in buone relazioni con la Francia, perché essi stessi designassero gli studiosi rappresentanti del loro Paese. Il Piemonte mandò a capo dei suoi il conte G. Luigi Lagrangia già notissimo negli ambienti scientifici parigini, dov’era chiamato Lagrange, quale collaboratore dell’Enciclopedia Francese che fu la preparatrice spirituale della Rivoluzione. Il Lagrangia, già celebre astronomo e matematico nato a Torino. nel 1736 (e che doveva morirvi nel 1813), aveva dato alle stampe molte opere di alta importanza. Veri realizzatori dell’assunto intrapreso furono, nella Commissione, i due celebri astronomi e matematici francesi G. B. Délambre (1749-1822) e Méchain (1744-1805). Essi precisarono la misura lineare dell’arco di meridiano corrente fra Dunkerque e Barcellona, che servì a determinare la lunghezza dell’arco che la Commissione doveva determinare, e cioè il quarto del meridiano terrestre.