Novellino/XXVII

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Qui conta della costuma ch’era nel reame di Francia

Costuma era per lo reame di Francia che l’uomo ch’era degno d’essere disonorato e giustiziato si andava in su la caretta, e, se avvenisse che campasse la morte, giamai non trovava chi volesse usare co·llui né stare né vederlo per niuna condizione. Lancialot, quand’elli divenne forsenato per amore della reina Genevra, si andò in sulla carretta, e fecesi tirare per molte luogora. E da quello giorno inanzi non si spregiò più la carretta, anzi si mutò la costuma: ché le donne e le damigelle di gran paraggio, e ’ cavalieri, vi vanno suso a sollazzo.

Oi mondo errante e sconoscente, uomini di poca cortesia! Quanto fu maggiore il Signore Nostro, che fé il cielo e la terra, che non fu Lancialotto! Lancialotto fue un cavaliere di scudo, e mutò e rivolse sì grande costuma nel reame di Francia, ch’era reame altrui; e Gesù Cristo Nostro Signore non poteo, perdonando a’ suoi offenditori, che niuno uomo perdoni: e questo volle e fece nel reame suo! Quelli che ’l puosero in croce infino alla morte, a coloro perdonò, e pregò il Padre suo per loro.