Novellino/XXX

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XXIX XXXI
Qui conta d’uno novellatore ch’avea messere Azzolino

Messere Azzolino di Romano avea un suo favolatore, al quale facea favolare la notte quando erano le notti grandi di verno. Una notte avenne che ’l favolatore avea grande talento di dormire, et Azzolino il pregava che favolasse.

E ’l favoliere incominciò una favola d’uno villano che avea suoi cento bisanti, il quale andò a uno mercato a comperare berbici, et ebbene due per bisanto. Tornando con le pecore sue, uno fiume ch’avea passato era molto cresciuto per una grande pioggia che venuta era. Stando alla riva, brigossi d’accivire in questo modo: che un povero pescatore avea un suo piccolo burchiello (sì a dismisura piccolo, che non vi capea più che ’l villano e una pecora per volta); allora il villano cominciò a passare. Il fiume era largo. Misesi con una berbice nel burchiello e cominciò a vogare. Voga e passa.

E lo favolatore fue ristato, e non dicea più. Messere Azzolino disse:

«Andè oltra».

E ’l favolatore disse:

«Messere, lasciate passare le pecore, poi conteremo il fatto».

Le pecore non sarebero passate in uno anno, sicché intanto potea bene ad agio dormire.