Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/191

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atto primo 183

          che non le vedrò giá sotto la tua,
          subbio e telare, a mille opre d’aragna
          ch’ivi tesse la muffa per vestirne
          gli amici de l’aceto e del vin guasto.
          Resta con Dio. So dir che sei persona
          d’aver teco de’ topi e de le mosche
          in compagnia. E da lor sei fuggito,
          cosi sei largo!
          Girifalco  Dch! non ti partire.
          E dove, Pilastrino? Una parola
          odi, se vuoi.
          Pilastrino  Non giá da quello orecchio.
          Di’: che ti manca?
          Girifalco  Cavali la cappa.
          Non odi, Orgilla? Vo’ che desni meco,
          se non ti è grave.
          Orgilla  Or che se l’ha cavata,
          il briacon, mio danno, se ogni mese
          non ci torna a veder. Parti governo,
          questo, di casa? Mi morrei se, un tratto,
          non gli pesto a mio modo quel mostaccio.
          Mettiam pur fuor la frasca.
          Pilastrino  Orsú, madonna!
          Bisogna che abbi compassione un poco
          al messere ancor tu, poi che tu vedi
          come sta il poverin.
          Orgilla  La mala pasqua,
          e presso che non dissi, che vi venga
          a tutt’e dui! Forse che non s’arrabbia
          per casa, poi, di questa massarizia
          e non rugnisce? Saria manco male
          se spendesse o comprasse della robba, —
          poi che vuol fare il grande.
          Pilastrino  Oh! Di’ ben forte
          che non v’è da mangiar; ma intanto cuoci
          quello che c’è.