Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/224

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216 i tre tiranni

          acciò che meglio possiam ragionare
          senza seccarci.
          Girifalco  Pilastrin, piú regola.
          Non è poi meraviglia se stai sempre
          malsano perché nuoce fuor di modo
          il ber cosí ad ogni ora; che, nel corpo,
          fa come, in un laveggio, mentre bolle,
          puor l’acqua fredda che toglie il bollire:
          onde nascon di poi l’infermitá,
          come tu vedi.
          Pilastrino  Oh! co! co! Chi sentisse
          parlar costui del modo e de la via
          del non mangiar né ber non penserebbe
          che fosse un Ippocrasso o un Gallinello?
          Cosí c’è dotto!
          Girifalco  Per grazia di Dio,
          sempre ho trovato che mi giova assai
          non m’acciarpare. E vedi che ho passato
          di molto il tempo che la maggior parte
          non suol passare. Ma che c’è di nuovo?
          In piazza che si fa?
          Pilastrino  Si vende e compra
          de’ frutti e de l’erbette; e qui di nuovo
          avrem da cena.
          Girifalco  Tu sei sempre in berta.
          Pilastrino  Vuoi ch’io ne dica un’altra?
          Girifalco  Si, di grazia.
          Pilastrino  Questo ci abbiam di nuovo: che Crisaulo
          fa del suo resto; ed or, per questa giostra,
          apparecchia livree d’argento e d’oro,
          infin per gli staffieri; ed ha comprato
          ora un corsier cinquecento ducati.
          Pensa se è bello!
          Girifalco  Tu non di’ da vero.
          E come ’l sai?
          Pilastrino  Ti voglio dir la cosa.