Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/229

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atto secondo 221

          un gran privato.
          Girifalco  Cardinale? o che?
          List agirò. Forse che si; perché, giri a suo modo
          il ciel, che ti s’aspetta poi in vecchiezza
          felicitá.
          Girifalco  Se vien fatta quell’altra,
          non vorrei esser papa.
          Pilastrino  Oh scempionaccio!
          Ti trarrem ben l’amor.
          Listagiro  E de la vita
          sei talora infermiccio; ma ’l tuo ingegno
          vede di lá dai monti.
          Girifalco  Questo è vero:
          che, quando voglio fare una cosa io...
          Orsú! Non vo’ lodarmi. Di persona
          non son giá infermo: che, da questa poca
          di gotta in fuori e certo mal di rene
          e la pietra, che è giá forse vent’anni
          che la sento, con questo catarretto. . . ,
          oh! co! co!...
          Pilastrino  Ti dia Iddio.
          Girifalco  ...aiuti anche a te...
          ... mi sto assai bene.
          Listagiro  Orsú! Tien questo a mente.
          Tu dèi venire, anzi che passi troppo,
          al desiato fin d’una tua impresa: ^
          e fia per la virtú di duo pianeti
          le cui opposizion debbon pure ora
          mancare al fin di questa nuova luna.
          E le cose che son giá lungamente
          desiate verranno a buoni effetti.
          Però sia allegro. Or non vo’ qui discorrere
          il ciel di cerchio in cerchio e i loro aspetti.
          Ma ho detto appunto.
          Pilastrino  Basta. È da vantaggio.
          Diamo una volta in piazza.