Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/254

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246 i tre tiranni

          Fronesia  Addio. Sia ’l ben tornato.
          La mia padrona ti si raccomanda,
          la qual mi manda a te (perché t’abbiamo
          visto in fin di lá giú in pie de la strada)
          a pregarti, di grazia, che per ora
          non passi in alcun modo lá da casa,
          che Demonio è in loggia. E la cagione
          di questo ti vorria dire istasera
          a le tre ore: che tu ci venissi,
          ma bene accompagnato, perché forse,
          non istimando, interverrieti male.
          Cosí ti priego che tu sia contento
          e che torni istasera. E che sia il vero,
          di subito ch’io giungo in su la porta,
          te ne dará segnale; e tu allor volgi
          a dietro. Sei contento?
          Filocrate  Son sforzato
          esser contento, poi che cosi, in questo
          contento, chi potria me so vr’ogni altro
          far felice e contento?
          Fronesia  Vien pian piano.
          Filocrate  E che sará venuto ora di nuovo,
          sfortunato Filocrate, oltre a tante
          giá passate disgrazie? Iddio pur voglia
          che non sia intervenuto ora qualcosa
          che di lei insieme e d’está afflitta vita
          mi faccia privo.
          Fronesia  Lucia, buona nuova.
          Lucia  E che mi può venire in questo stato
          che mi possa allegrar?
          Fronesia  Passa Filocrate.
          Debbe esser ritornato a l’uccelliera.
          Fatti a vederlo.
          Lucia  Ah fosse pure il vero!
          Fronesia  Dico che passa giú.
          Lucia  Guarda se alcuno