Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/258

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250 i tre tiranni

          i diavol t'han portato. Ed io l’ho fatto,
          al forzier de’ danari... Oh! co! co! co!...
          Crisaulo  Oh! Dillo, un tratto.
          Pilastrino  ...la barba di stoppa.
          Fatti in qua. Che son questi? M’è ingrossato
          la maestra e’ testicoli.
          Crisaulo  Ed è vero?
          Come non è crepato di passione,
          il poverino?
          Pilastrino  Se è morto, suo danno!
          Io so ben che sta mal, se non ha tratto
          le loffe al vento.
          Crisaulo  L’ho pensato sempre,
          in questa intrinsichezza, che a la fine
          li mostreresti quel ch’è l’impacciarsi
          con Pilastrini. Io so che, questa volta,
          tu l’hai saputa far senza mollette.
          Ma, a dire il ver, la ladroncellaria
          è troppa grande.
          Pilastrino  Si! L’hai bello e detto!
          Chi non gli avesse fatto un tale scherzo,
          , non avria mai imparato in questo mondo
          come si vive, quell’uomo di legno.
          Ed or, chi sa? potrebbe ravedersi;
          ch’era cosí in amore ornai perduto
          che facilmente, un tratto, da se stesso
          si sarebbe appiccato. Or io l’ho tratto
          di tutti questi affanni; perché penso
          che questo sará stato medicina
          a farli uscir l’amor da le calcagna.
          Cosí non sentirá l’amare pene
          che lo facevan talor dare al diavolo.
          E non saria gran cosa che morisse
          , da buon cristiano, un giorno, a lo spedale;
          onde sarebbe stato co’ danari sempre
          un giudeo. Poi, par che tu non sappi