Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/260

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252 i tre tiranni

          che, se fosse la Morte inorpellata
          con questo, gli anderia dietro ciascuno
          né sarebbe secura nel suo regno.
          Ch’altro è vedere una gran verga d’oro
          che ’l viso d’una donna! E questo il pruova:
          che veggiamo adornarne un lucernaio
          e parere una sposa.
          Crisaulo  Altro non s’ama,
          oggi, altro non s’onora; e saria degno
          di tanto onor, se non avesse seco
          sempre tanto di amaro e tante pene
          e tante passioni.
          Pilastrino  Io voglio ire ora»
          a sotterrargli, che non veggian mai
          piú l’aria: perché gli è d’una natura
          che a chi non l’ama sbudel latamente
          s’ingegna di fuggire, e in questo ha l’ale;
          al ritornar, di poi, ne vien gottoso,
          vecchio e si lento che, ’l piú de le volte,
          siam morti prima che di nuovo a noi
          sia ritornato.
          Crisaulo  Non è giá possibile
          che ’nsieme con amor non venga a pari
          la gelosia. Chi l’avria mai creduto
          che, a questo modo, in fine a Pilastrino,
          sol per aver danar, divenga avaro?
          Oh! Va’ pur lá.