Pagina:AA.VV. - Commedie del Cinquecento, Vol. I, Laterza, 1912.djvu/417

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

nota 409


IV

GL’INGANNATI

Questa commedia ebbe nel Cinquecento, precisamente come la Calandrici, una ventina di edizioni; due altre ne ebbe sul principio del Seicento; poi non fu piú mai ristampata1, Eppure, anche nel rispetto artistico, essa può sicuramente annoverarsi fra le migliori del sec. xvi; e godè, ad ogni modo, di una cosí grande fortuna da esser conosciuta e imitata, non pure in Italia, ma anche in Francia, in Spagna ed in Inghilterra. Io pongo a fondamento della presente edizione la prima stampa veneziana del 1537: Comedia del Sacri/i- ciò de gli Intronati da Siena MDXXXVII. In Vinegia per Curtio Navo et fratelli e al termine dell’ultimo atto: II fine della Comedia de gli Inganna- ti In Vinegia Per Curtio Navo, & Fratelli. MDXXXVIII Precede un’avvertenza di «Curzio alli lettori» che incomincia cosi: «Eccovi finalmente, o lettori, la tanto aspettata e desiderata comedia de gli Intronati, che io vi porgo: degna, per la invenzione, per la puritá della lingua e per l’arte con che è tessuta, d’esser da voi apprezzata e avuta cara forte tanto quanto altra che fino a questo di ne abbiate veduta». Segue all’avvertenza il testo poetico della festa cosí detta del «Sacrificio » (donde l’erroneo titolo stampato sul frontespizio e perpetuatosi, fino ad alcuni anni addietro, nei libri di bibliografia e di storia) che gli accademici Intronati di Siena celebrarono nel carnevale del 1531; viene poi la commedia, che fu rappresentata, come apparisce dal prologo, qualche giorno dopo la festa suddetta e che sola qui si ristampa; e, in ultimo, chiude il volumetto la Canzon nella morte d’una civetta «Gentil augello che dal mondo errante»2.

  1. Vedi Allacci, Drammaturgia, col. 448; Brunet, Manuel, m, 454; Graesse, Trèsor, II, 236 e HI, 427. Dico «una ventina di edizioni» senza determinarne il numero preciso perché non sempre le indicazioni dei bibliografi sono esatte; e l’inesattezza deriva, non di rado, da una doppia data che le antiche stampe recano: com’è appunto il caso di quella da me riprodotta che ha, in principio, il 1537 e, in fine, il 1538.
  2. Dell’esistenza della stampa veneziana del Navo dubitò a torto C. Lozzi, Edizione del 1538 sconosciuta o non bene descritta d’una festa e comedia «degV ’Intronati » sanesi in La bibliofilia, a. vii, disp. 1-2, pp. 33 sgg.; e a torto, per conseguenza, suppose che possa considerarsi come prima edizione quella, da lui descritta, del 1538 senza luogo di stampa né nome di stampatore.