Pagina:AA. VV. – Fiore di leggende, Cantari antichi, 1914 – BEIC 1818672.djvu/27

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cantare secondo 21

16
E lo Bel Gherardin, per la fortuna,
al porto d’Allessandria fu arrivato,
lá dove molta gente si raguna.
In quella notte il mare fue crucciato;
non si vedea, tanto era l’aria bruna.
In quella terra cosí era usato,
che, se v’arriva niuno cristiano,
si egl’era imprigionato dal Soldano.
17
In quella notte fûr presi e legati,
e fûr menati davanti al signore,
e comandò che sieno imprigionati
tutti i cristian per maggior disinore.
Cosí ne fur nella prigion serrati
tutti i cristian ciaschedun a furore.
Gherardino dall’un canto si stava,
e mai nel viso non si rallegrava.
18
E quando venne terza, la mattina,
una che dava mangiare a’ prigioni,
che per usanza mandava la Reina
di quel che mangiava ella e i suoi baroni,
e lo Bel Gherardin per cenno inchina:
— Dimmi chi se’, e vo’ che mi perdoni. —
Et e’ rispuose molto volentieri:
— Io sono un damicel che fu pres’ieri. —
19
E la donzella a casa fu redita,
e disse a la reina di costui:
— Madonna mia, in tempo di mie vita
non viddi un bel donzel come colui! —
E come ella ebbe la parola udita,
subitamente innamoròe di lui,
e fecelo venire a sé davanti,
ed e’ s’inginocchiò con be’ sembianti.