Pagina:AA. VV. – Sonetti burleschi e realistici dei primi due secoli, Vol. I, 1920 – BEIC 1928288.djvu/9

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i - rustico filippi 3

IV

Per una ragazza, ch’è diventata troppo magra.

Su, donna Gemma, con la farinata
e col buon vino e con l’uova ricenti:
che la Mita per voi sia argomentata,
4ch’io veggio ben ch’ella ha legati i denti.
Non vedete com’ell’è sottigliata?
Maravigliar ne fate tutte genti;
donna Filippa assai n’è biasimata
8da tutti i suoi amici e da’ parenti.
Or accendete il foco, e si cocete
cosa, che spesso in bocca la si metta;
11se non, per certo, morir la farete.
Ché la gonnella, che si l’era stretta,
se ne porian far due, ben lo vedete:
14cosí è fatta magra e sottiletta.

V

Sul medesimo argomento.

Se non l'atate, fate villania,
però ch’io dubbio non sia intiSichita;
di belle tortellette le faria:
4ché vedete che non ha de la vita!
Oi lasso me, coni’eli’è gita via!
Per Dio, pensate come sia guerita:
ché, non ch’a voi, a me ne’ncresceria;
8piú rangola dovreste aver di Mita.
E ispiate qual fosse la casgione,
ond’ell’ha si perduto il manicare:
11ché si suole si atar per ficcazone!
E, quando fosse sopra al vendemmiare,
non si tenea le man sotto il gherone:
14ed or s’è si lasciata dimagrare!