Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/165

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

giovanni palma 159

GIOVANNI PALMA


i

IL SORRISO MODESTO

     Ove il Sebeto al mar porta di pianto,
piú che d’onde lucenti, argentea soma,
e di folti ginepri il capo inchioma
la bianca amica in sul sinistro canto;
     quella vid’io, che dá lume al mio canto,
volger in groppi d’òr la lunga chioma;
allor: — Qual piú leggiadra oggi si noma,
doni a te — dissi, — o bella ninfa, il vanto!
     Quanti in vari composti usò natura
di bello, ha messo in tuo gentile aspetto,
o piú che umana angelica figura!
     Non può scemer l’invidia in te difetto,
sí perfetta ti rende egual misura... —
Ella sorrise e chinò gli occhi al petto.