Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/170

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
164 lirici marinisti

BARTOLOMEO TORTOLETTI


I

LA SEGRETEZZA

     Lilla, al comune onor piú ch’al piacere
vo’ che serviam; questi passeggi e queste
vanitá da fanciul son poco oneste,
poco conformi a le tue doti altere.
     Amiamci di buon cuor; queste le vere
parti son d’amor puro, amor celeste.
Oh bell’inganno ad altrui fa chi veste
gli amorosi pensier d’arti severe.
     Lilla, fa’ a modo mio; non ti dispiaccia
ch’io ti venga a servir sí parcamente,
ch’altri non creda i nostri amori e taccia.
     Patisco io piú di te; ma finalmente,
dopo alcun di che non si vegga in faccia,
fa vista piú soave il Sol lucente.