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240 lirici marinisti

XXVII

ALLA LUNA

     Candidissima stella
che ’l silenzio tranquillo apri nel mondo,
e pacifica e bella
rendi il fosco de l’ombre almo e giocondo,
e de l’umido sonno umida sposa,
abbracciando la notte, esci pomposa;
     tu con provvida cura
spargi d’alta virtú gravidi effetti;
tu, ne la notte oscura,
sagittaria del ciel, l’ombre saetti
e, menando lá su danze e carole,
scorri i lucidi campi, emula al sole.
     Tu con freno d’argento
reggi, in campo d’orror, carro di stelle;
tu con vago concento
mille guidi nel ciel musiche ancelle
e, reina de’ boschi in bianca vesta,
coronata di corna ergi la testa.
     Piovi, balia feconda,
su le bocche dei fior manne stillanti,
e soave e gioconda
versi in largo tesor mille diamanti,
e squarciando le nubi intorno intorno,
rendi chiara la notte, emula al giorno.
     Apri e chiudi i canali
de le fonti del ciel puri e giocondi,
e con acque vitali
la crescente virtú nei corpi infondi,
e cortese a le piante, amica ai fiori,
spargi in grembo a la terra ampi tesori.