Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/27

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marcello macedonio 21

II

ALLA DAMIGELLA DELLA SUA DONNA

     O de la Luna mia seguace stella,
che fai terrena a le celesti oltraggio,
anzi, o splendor, che sei d’un Sol messaggio,
d’amoroso orizzonte alba novella;
     l’alba, del sole orïentale ancella,
gli prepara il bel carro al gran viaggio,
e tu, d’un Sol ministra, appo ’l cui raggio
par l’altro agli occhi miei spenta facella,
     tu ne dispensi il vago lume altero
ed in cielo d’Amor l’aggiri intorno;
io, che tanto bramai, da te lo spero.
     Fa’, tu che puoi, che Sol cotanto adorno,
ch’or co’ begli occhi alluma altro emispero,
al mio si volga ed a me porti il giorno.

III

VIAGGI ED AMORE

     Peregrino, cercai stranio ricetto:
vidi antica cittá cui nulla è pare,
giá regina del mondo, ed anco appare
agli occhi altrui d’imperioso aspetto.
     Vidi Adria tempestoso e nel suo letto
tra’ venti insuperbir machine rare,
che si fan base cristallina il mare,
e, col ciel confinando, han lui per tetto.
     E s’io poggiassi a le celesti piagge
mirando il Sol nel suo palagio adorno
e la magion de l’alba e de le stelle,
     certo direi che son rive selvagge,
begli occhi, e pur farei di lá ritorno
a vagheggiar in voi forme piú belle.