Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/29

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marcello macedonio 23

E costei, che rimembra
sua bellezza infinita
farsi da color vari,
or negli abiti cari
diversa di color pompa n’addita,
e mostra il bello, accolto
ne le vesti e nel volto.
     Dal mondo tenebroso
i colori hanno essiglio,
né si veggon da noi senza la luce;
l’azzurro e il verde, ascoso,
e sepolto è ’l vermiglio,
alor che l’ombre sue notte n’adduce.
Se quel Sol che riluce
in due pupille ardenti
nascondesse i be’ rai,
i colori piú gai
certo fôran per me languidi o spenti.
Or, perché sono in lei,
son belli agli occhi miei.
     Voi, mirabili ingegni,
che movete i pennelli
per imitar ne l’opre sue natura,
oh che novi disegni,
oh quai colori belli
usa costei che l’arti vostre oscura!
E, pittrice e pittura,
ella fia che vi mostri
come ben si dipinga,
qual color piú lusinga.
Imparate da’ suoi temprar i vostri,
ché talor pingereste
qualche forma celeste.
     Vo rimembrando spesso
l’animal che si crede
viver digiuno o sol d’aria cibarsi;