Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/30

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24 lirici marinisti

scolorito in se stesso,
dovunque posa il piede
suol del color che gli s’appressa ei farsi.
Ed io lo cor mutarsi
a que’ colori sento;
questa cangia le spoglie,
ed io cangio le voglie,
e n’acquisto or dolcezza ed or tormento,
e mi discopro in fronte
novo camaleonte.
     Occhi belli ond’io ardo,
occhi crudi ond’io moro,
poiché si vaghi di colore séte,
a me girate il guardo,
ché con altro lavoro
altro nel viso mio color vedrete.
Ch’io son ghiaccio direte,
se ne la fronte essangue
la pallidezza ha loco;
direte che son foco,
se mi fugge dal cor nel volto il sangue.
L’uno e l’altro mi viene
da voi, luci serene.
     Fia vantaggio, canzon, ch’io ti nasconda;
ché mal con fosco inchiostro
sí bei colori hai mostro.