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338 lirici marinisti

VI

A GHERARDO GAMBACORTA generale della cavalleria di Napoli a Milano

     Questa è l’urna, o guerrier, ch’entro il suo seno
ceneri illustri accoglie, ossa onorate
di chi con mille al crin palme innestate
scudo a le Spagne fu, gloria al Tirreno.
     Cadde fra l’armi, e del cader non meno
fia glorioso a la futura etate,
di quando ei fe’ cader le schiere armate,
reso di tuon ostil fulmin terreno.
     In lui pianse i suoi vanti estinti in terra
natura afflitta, e lagrimar si vide
orbato il campo e vedova la guerra.
     Sol di tal pianto il ciel gioisce e ride,
ch’ebbe, mentre in sue stelle eroe tal serra,
Palla un novo Perseo, Marte un Alcide.

VII

LA PRIMAVERA

     Del Sol prole gentile,
che con chiave di fiori
lieta al mondo apri aprile,
colma il sen di rugiade e ’l crin d’odori,
de l’alba emula bella,
de le varie stagioni alba novella;
     prima figlia de l’anno,
che con tenera mano
del vecchio padre il danno
ristori, d’erbe ornando il colle e ’l piano,
e, qual Medea piú giusta,
giovinetta gli fai l’etá vetusta;