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340 lirici marinisti

VINCENZO ZITO


I

IL RIMPROVERO

     La mia bella a goder seco m’invita
i dolci amplessi e gli amorosi baci;
ma, lasso, nel mio piè lacci tenaci
pone il destin, che giusta causa addita.
     Se talor vien da lei mia scusa udita,
dice, mostrando al volto ostri vivaci:
— Tu non senti d’Amor l’accese faci;
perfido, regna in te fede mentita!
     Bramasti un tempo di godermi in braccio;
or che sei mio bel nume, a te cal poco;
e pur t’adoro? e non da me ti scaccio? —
     Benché sia dentro inestinguibil foco,
divento a cotal dir freddo qual ghiaccio,
mesto il cor, molli gli occhi e ’l parlar fioco.