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vincenzo zito 345

X

AGLI ACCADEMICI OZIOSI DI NAPOLI

nell’essere ammesso nella loro societá

     Cigni del bel Sebeto, in vostra schiera
mi date loco, ad acquistar gran vanti,
e la norma apprendendo ai dolci canti,
su le vostre ali io vo da sfera in sfera.
     Or comprendo qual sia la gloria vera,
che goder soglion di virtú gli amanti;
ecco armoniche lire, archi sonanti,
onde l’ombra d’oblio non piú m’annera.
     L’ozio qui si trafigge e, a morte spinto,
in segno di vittoria ogn’alma intende
prendersi il nome del nemico estinto.
     Cosí latino eroe, mentre che rende
l’Àfrica doma, dall’imperio vinto
per gloria il nome d’african si prende.

XI

A SCIPIONE ZITO

che regge truppe di fanti in Ispagna

     Nati d’un sangue in una stessa parte,
al colle di virtú ten voli, io m’ergo:
agli ozi, agli agi ambo volgendo il tergo,
io seguace d’Apollo e tu di Marte.
     Ambo per guida abbiam natura ed arte;
ordini tu le schiere, i fogli io vergo;
tu brando tratti a fracassare usbergo,
io penna adopro a linear le carte.
     Io caro ai dotti e tu gradito ai forti;
tu dai norma alla guerra, io legge al canto;
io frequento i licei, tu le coorti.
     Pari è d’entrambi il pregio, eguale il vanto:
tu spegni i vivi ed io ravvivo i morti;
tu fai l’eroiche imprese ed io le canto.