Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/383

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ciro di pers 377

     Quind’è ch’or la capanna ed or la reggia
ti vede amante a vagheggiare intento
una sola bellezza in molte belle;
né creder giá ch’io deggia
dannare il tuo consiglio; anch’io mi pento
che non presi a cercar altre facelle,
tosto che le due stelle,
che m’allettaron pria, mostrârsi avverse
e fèro orgoglio il mio sperar disperse.
     Sciocco Tantalo er’io, che ’n mezzo l'acque
dura sete soffria, perché volea
sol di fonte lontana onda interdetta.
La beltá che mi piacque,
mentre mal saggio fui, solo in Nicea,
or dovunque la miro ivi m’alletta.
Due begli occhi ha Lisetta
ed ha Clori un bel sen di vivi avori:
di Lisetta amo gli occhi e ’l sen di Clori.

XXV

I VIAGGI SULLE GALEE DI MALTA

     Qui dove, Iola, in grembo al mar sen corre
dal mal gradito amante
fuggitiva Aretusa,
d’orme penose imprimo
il bel lido sicano,
col pensier misurando
quanto mar, quanto cielo
quanta terra fraposta mi disgiunge
da quelle ch’io solea
chiamar de l’alma mia parti migliori,
di cui l’una sei tu, l’altra è Nicea.
E penso ch’ora a punto