Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/451

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giuseppe battista 445

     Stupor non è che ’l pendulo tesoro,
impudico non piú, rassembri onesto:
ché se baciò d’un Cristo il piè modesto,
or tesse alla modestia argine d’oro.
     Talor d’Averno empio drappello afflige
la bella penitente, e l’etra accorre,
mentre pennuto esercito giú corre
e giú disperge i cittadin di Stige;
     flagella d’arpa aurata indi le corde,
e sposa all’arpa analogia di lode.
Respira intanto Maddalena e gode
letizie vive all’armonia concorde.
     Gode cosí tra le beate schiere
pegno di gloria. Ed accorciate l’ore,
deliquio tenerissimo d’amore
l’anima scioglie a passeggiar le sfere.