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472 lirici marinisti

VI

ALLA REPUBBLICA DI VENEZIA

Per l’armata del Morosini

     Monarchessa del mar, ch’ardita sdegni
picciole imprese, il tuo valor t’affida
di render serva ora la Tracia infida,
che nutrisce nel sen mostri sí indegni.
     La selva formidabile de’ legni
ch’armi su l’onde ove il Leon s’annida,
che col ruggito alla battaglia sfida
lo scita, e al grido suo tremano i regni;
     mentre fa ventilar l’insegne altere,
rende avvilita ogni nemica parte,
che cade a’ lampi tuoi d’armi guerriere.
     Col valor della destra, ingegno ed arte,
vinte ti condurrá barbare schiere
il tuo gran Morosin, nautico Marte.

VII

PER LA CADUTA DEL CARDINALE ORSINI

nel terremoto di benevento

     Nella sannia magion scossa e cadente
cade l’Orsino eroe tra pietre involto,
e riman tra le pietre ivi sepolto
poco meno che morto e mal vivente.
     Ferito sopra il crin, sangue innocente
ingemma l’ostro ch’ha sul crine accolto,
e intento al ciel, l’affetto al ciel rivolto,
gli affanni altrui piú che ’l suo mal risente.
     Morte non teme ed ha la morte avante,
il core in man di Dio gli è duol giocondo,
e tra angustia mortal ne gode orante.
     S’ora sostien d’infrante mura il pondo,
stupor non è, se dèe poi, sacro Atlante,
regger la chiesa e sostenere il mondo.