Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/487

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giovanni canale 481

     Ingannato al pensier mentre folleggia,
smarrito del discorso il buon governo,
si rende a tutti e passatempo e scherno;
vaneggia ognor, né sa ch’egli vaneggia.
     Posta in oblio la gravitá spagnuola,
l’uso di nere vesti oggi è abbonito,
ch’a piú colori sciamberghin fiorito
il pregio maestoso a quelle invola.
     Gli abiti colorati e da campagna
mostran che i cittadin sien forestieri,
o che voglian segnar lunghi sentieri
per veder curiosi Italia o Spagna.
     Onde di vesti baldestanie cinti,
brandisse, brandeborghe e patalette,
di bollanchine e di sciamberghe elette,
son da ventosa bizzarria sospinti.
     Par che perda d’onor, manchi a se stesso
chi per capricci have il cervel non sodo,
se la moda che s’usa e senza modo
non usa e qual monton non vada appresso.
     Scemo cosí farnetico delira,
idea del bello alla sua idea si pinge;
credesi un altro, un semidio si finge,
e a vertigin di smanie il capo ei gira.
     Menin, cui Febo diè penna erudita,
la mia giá è stanca; a scriver tu ripiglia
gli altri eccessi, a stupir la meraviglia,
che lasciai, di Partenope impazzita.
     La tua man valorosa indi a lei porgi,
ch’espugna i morbi e d’Esculapio ha i vanti.
Ma che? per far che torni il senno a tanti
non bastan cento rote e cento Giorgi!