Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/535

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nota 529


Sul Preti, oltre Le glorie degli Incogniti, pp. 277-9, e & Crasso, Elogi, 11, 140-3, si veda Fantuzzi, op. cit., vii, 122-5. L’idillio La Salmace è ristampato in L. Patané Finocchiaro, Appunti su G. P. (Milano, Albrighi e Segati, 1898): cfr. Giorn. stor. d. lett. ital., xxxii, 227-9, e Belloni, op. cit., pp. 88-9.

III. Pier Francesco Paoli — Dalle Rime di Pier Francesco Paoli da Pesaro, in questa seconda impressione dedicate al sereniss. signor principe Vittorio di Piemonte (in Modena, 1619, appresso Giuliano Cassiani). La prima ediz. è di Ferrara, 1609:

I nn. ix-xii, xiv-xix sono tolti dal piú grosso volume delle Rime varie, dedicate al cardinale Antonio Barberini (in Roma, per il Corbelletti, 1637).

Il Paoli, pesarese, dimorò a lungo in Roma, ai servigi di casa Savelli. Era giá morto nel 1642, come risulta da un sonetto di P. Michiele, Rime (Venezia, 1642), parte 11, p. 265. Cfr. Quadrio, 11, parte 1, pp. 289, 581-2; e Crescimbeni, Comentari, iv, 181-2.

IV. Marcello Giovanetti. — Dalle Poesie di Marcello Giovanetti, compartite in affettuose, boschereccie, nuttiali, eroiche, sacre, varie, e dedicate al card. Lorenzo Magalotti (in Roma, 1626, per Francesco Corbelletti).

Edizioni precedenti, col titolo di Rime, Bologna, Bonomi, 1620, e di Sonetti, canzoni, madrigali, Venezia, 1622.

Del Giovanetti (nato in Ascoli Piceno il 159S, morto il 14 agosto 1631) si vedano vita e ritratto ne Le glorie degli Incogniti, pp. 329-31; e notizie in Crescimbeni, op. cit., iv, 168; G. Cantalamessa Carboni, Memorie intorno i letterati e gli artisti della cittá di Ascoli nel Piceno (Ascoli, Cardi, 1830), pp. 183-4. Scrisse altresí una Cilla, favola pastorale (Roma, Corbelletti, 1626), e una Vita di Sant’Emiddio protettore di Ascoli (Ronciglione, 1631).

V. Giovan Leone Sempronio — Da La selva poetica, sonetti di Gio. Leone Sempronio, urbinate, nella Notte di Bologna il Vigilante e negli Assorditi di Urbino il Fuggitivo (in Bologna, presso Clemente Ferroni, 1633).

Fu ristampata con una seconda parte (Bologna, per Carlo Zenero, 1648).

Il Sempronio morì il 31 dicembre 1646: cfr. Quadrio, op. cit., 11, parte 1, p. 306. Scrisse anche un poema Il Boemondo (Bologna, Zenero, 1651), e una tragedia Il conte Ugolino (postuma, Roma, Salvioni, 1724): cfr. Quadrio, iv, 688; v, 199.