Pagina:AA. VV. - Lirici marinisti.djvu/80

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74 lirici marinisti

che pur tue forze sono,
poco men che sotterra hai posto il trono?
Oh quante volte, oh quante,
mentre chiusa è la porta
de la real magione,
non avendo altro varco
da penetrar le riverite mura,
anelante si duole,
quasi mendico in su la soglia, il sole!
Fra queste del mio cor candide gioie
serpe mortal veleno
che viatore accorto,
mentre vede, in passando,
il letticciuol ch’è campo
del duello amoroso,
entrerá baldanzoso.
e con sua lieta sorte
vibrerá l’armi e sfideratti a morte.
Deh, per schivar perigli
tieni tu sempre chiusa
a l’arditezze altrui
quella beata porta,
com’io tengo a tutt’ore
aperto ai cenni tuoi
questo misero core;
né t’affanni il pensiero
di rimaner tra l’ombre,
ché può de’ tuoi begli occhi un lampo solo,
non pur far luminoso un picciol tetto,
ma, con vanti piú alteri,
i negri abissi e i torbidi emisperi.
Ché se ciò non t’aggrada,
legge sia la tua voglia;
e s’altri pur tentasse opra sí rea,
tu, in guardia de la fede,
contra il crudo omicida,
senza mostrargli altr’arme, alza le strida.