Pagina:A Carlo Alberto di Savoia un Italiano.djvu/9

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E tutto questo perchè? perchè un incidente non preveduto, una imprudenza, un grido proferito da un’anima fervida e intraprendente vi sconvolga l’edifizio, che avrete penosamente innalzato? perchè un colpo di fucile tirato imprudentemente sul Reno, o sull’Alpi, rovini i vostri progetti, precipitando le cose e gli uomini a circostanze violenti, a condizioni di rapidità incalcolabile? Sire, il tempo mancò a Bonaparte. Chi può afferrare il tempo ed imporgli: Tien dietro a me? Questa vostra, Sire, è opera di pace; e v’è potenza umana o divina in Europa, che possa oggimai decretar pace d’un anno, d’un mese, d’un giorno solo?

Sire, non vi lasciate illudere da’ cortigiani. Essi vi dipingeranno lo stato queto al di dentro, sicuro al di fuori. Essi mentono al re; voi passeggiate sopra un vulcano. Guardatevi intorno; scendete nel vostro cuore. Voi non potete fidar nel presente; voi siete incerto dell’avvenire. Voi avete a temer di tutto e da tutti; non avete speranza che in voi medesimo; non potete aver salute che in una forza fisica e morale dipendente dall’opinione.

Or come conquisterete voi l’opinione? Come farete a non conculcare il popolo, innalzando d’un grado l’aristocrazia, e a non irritare l’orgoglio dell’aristocrazia mescolando il popolo ne’ suoi ranghi, e ne’ suoi favori? Come farete a sradicare gli abusi, e a non crearvi nemici implacabili tutti coloro, e son molti, che ingrassano negli abusi? Sperate compensar l’odio loro coll’amore delle moltitudini? — Gli amori delle moltitudini sono brevi e mutabili, quando non poggian sopra qualche cosa di determinato e di certo, che vegli perenne alla loro tutela, che parli a’ loro sensi ogni giorno. Le moltitudini vi applaudiranno un momento, e nel secondo grideranno contro di voi, perchè in fatto di riforme l’universale ha nome di sapiente giustizia, il particolare ha nome e carattere di arbitrario; perchè i mutamenti, le riduzioni, le destituzioni d’impiegati prevaricatori che sotto libere leggi arridono al popolo, assumono apparenza di parzialità e di capriccio, ogni qual volta mancano al popolo le sole vie di verificazione, norme certe invariabili di giudizio a’ casi particolari, e pubblicità di processo.

Sire, i governi camminano sui principj non sulle eccezioni.

Non vi è esistenza senza un modo certo d’esistenza. Non vi è sistema durevole, se non poggia sopra una serie d’idee ordinate, e vincolate l’una all’altra, atte a ridursi a dichiarazione. In altri termini, i governi un tempo posavano sopra una volontà disordinata, aiutata da una cieca potenza, ora vivono di logica.

Sapete voi qual suffragio otterrete? E v’è una gente in Italia, come in ogni contrada, che non sa, nè cura di libertà consacrata da istituzioni. Una gente fredda, calcolatrice e paurosa per avarizia d’ogni rapido mutamento, che ama sovra ogni altra cosa la pace, fosse anche pace di cimitero. Nè avrete il voto alla timida e lenta carriera che forse imprendete. Ma, Sire, è voto che non pesa nella bilancia dello Stato; voto sterile, nudo, impotente all’azione. E classe inerte per calcolo e per abitudine; non ha dottrine e non s’adopera a sostenerle; non compie rivoluzioni, ma non le strugge, non contende con esse. Voi ne avrete lodi ed adulazioni, finchè le lodi non fruttan pericoli; ma nè sagrifizj, nè divozione a fronte di una potenza contraria. Una bandiera che sventoli all’aure, un grido che intimi: pronunciate: chi non è meco è contro di me; e questa gente si ritrarrà dall’arena ad aspettare il nome che la fortuna saluterà vincitore.