Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/243

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tre dottrine sulla produzion del mondo 237

produtto ab eterno; la seconda di Platone, che solamente la materia o caos fu produtto ab eterno, ma [il mondo] in principio di tempo; e la terza de li fideli, che tutto sia produtto di nulla in principio di tempo. Mi potrai forse dire, o Filone, la ragione di ciascuno di loro.

Filone. Ti dirò qualche cosa in breve, ché la sufficienzia saria molto longa. El peripatetico li pare che le cose create nel mondo sieno di sorte che a la natura loro repugni aver avuto principio e l’aver fine: come è la materia prima, la continua generazione e corruzione de le cose, la natura celeste, il moto, massimamente circolare, e il tempo.

Sofia. A che modo a la natura di queste cinque cose repugna l’aver avuto principio? perché essa materia prima con la generazione e corruzione non potria essere stata di nuovo? e perché il cielo e ’l moto suo circulare, e il tempo che da quel procede, non potria aver avuto principio temporale?

Filone. Poi che vuoi riconoscere la ragion di questo, sará bisogno dirtela, se bene qualche cosa divertiremo dal proposito. La materia prima, dice Aristotile, non potria essere di nuovo fatta, però che tutto quel che si fa, di qualche cosa bisogna che si facci, ché tutti concedono che di niente nissuna cosa far si possa; e se la materia prima fusse stata fatta, di qualche altra cosa sarebbe fatta, e quella sarebbe materia prima e non questa; e non possendo andare questo processo in infinito, bisogna andare a una materia veramente prima e non mai fatta. Dunque la materia prima è eterna, e cosí la generazione e corruzione che di lei si fa, però che, essendo la materia prima d’imperfetto essere, bisogna che sempre esisti sotto qualche forma sustanziale e la generazione del nuovo e [la] corruzione del preesistente: onde bisogna che ad ogni generazione preceda corruzione e ad ogni corruzione generazione, perché la generazione del pollo è per corruzione de l’uovo; è dunque la generazione e corruzione de la cosa eterna, senza principio di sorte, ché ogni uovo nacque di gallina e ogni gallina d’uovo, e niuno di loro fu assolutamente primo. Il cielo da sé pare eterno: perché, se fusse generato, saria ancora corruttibile, e